Nel 1992, anno in cui fioriscono le iniziative per festeggiare il cinquecentesimo anniversario della scoperta dell’America, la pubblicazione Giornale dei liguri nel mondo chiede a Luciano Bottaro di inventare un nuovo personaggio per la rivista. Il Maestro accetta di buon grado ed è così che, in breve tempo, dalla sua prolifica fantasia prende forma un suo personalissimo Cristoforo Colombo. In realtà, il l’esploratore ligure interpreta un ruolo poco più che marginale,essendo i veri protagonisti della serie due marinai genovesi: il piccoletto Giuanin e il robusto Peu.

una tavola di Culumbu


una tavola di Culumbu

Durante le lunghe traversate in mare Giuanin allieta Peu con i racconti delle sue esperienze passate, il cui tema preferito, ovviamente, sono le donne, rappresentate in queste avventure da particolarissime sirene che non rispecchiano affatto l’idea che tutti noi abbiamo dell’ immaginaria creatura marina. La peculiarità delle gag di “Culumbu”, sempre rigorosamente in bianco e nero, sta nel fatto che i dialoghi avvengono principalmente in dialetto genovese, mettendo in difficoltà i foresti che, eventualmente, come dice Giuanin, possono consultare il dizionario Zeneize-Restu du Mundu.

Il Maestro di Rapallo è sempre stato molto affezionato a questi personaggi per motivi che, forse, non necessitano di spiegazione: è infatti risaputo il suo sviscerato amore per il mare soprattutto, il suo attaccamento nei confronti della terra natia. Un affetto che ha portato Bottaro, terminate le celebrazioni colombiane, a riprendere la serie ed inserirla nell’almanacco celebrativo Post. poco prima della scomparsa, infine, l’artista ligure ne aveva annunciato un possibile ritorno.