Nato
a Rapallo il 16 novembre 1931, Luciano Bottaro è
stato uno dei più prolifici e straordinari autori del fumetto
umoristico italiano e internazionale.

Interessato
fin da bambino al mondo dei comics, iniziò a scrivere e
disegnare fumetti in modo professionale fin dal 1949, subito dopo
aver abbandonato gli studi di ragioneria, diventando in brevissimo
tempo uno dei più importanti interpreti del settore.

Il Maestro ligure debuttò sul periodico genovese "Lo
Scolaro", dopodiché creò per le
Edizioni
De Leo il bucaniere Aroldo, il primo di una vastissima
galleria di serie e personaggi che vedranno la luce in oltre mezzo
secolo di splendida carriera. Tra i più importanti ricordiamo
Baldo, Redipicche, Oscar Nasolungo, Papy Papero, Maramao, I Postorici,
Whisky e Gogo, Il Paese dell'Alfabeto, Pik e Pok, Il castello
dei sogni, Lola e Otello, ma soprattutto Pon Pon, un funghetto
umanizzato che verrà in seguito pubblicato sulle pagine
del "Giornalino", e Pepito, un simpatico pirata apparso
per la prima volta nel 1951 sul mensile "Gaie Fantasie"
delle edizioni
Alpe. Un character, questo, che
ha avuto una vastissima popolarità soprattutto fuori dall'Italia,
in particolar modo in Francia dove è stato pubblicato per
lungo tempo dalla casa editrice parigina
Sagédition.
Molti di questi personaggi saranno inoltre titolari, nel corso
degli anni, di testate autonome (a volte con vere e proprie edizioni
pirata) sia qui da noi che all'estero (Francia, Germania, ex Jugoslavia,
Spagna, Grecia, Portogallo, Argentina, alcuni stati arabi, ecc.),
come dimostrano le due copertine (una italiana e una francese)
riportate in questa pagina.

Prolifico autore di serie e character originali, non va dimenticato
anche il suo formidabile contributo al fumetto disneyano (in particolar
modo riguardo alla famiglia dei paperi) del quale è stato
unanimemente riconosciuto come uno dei principali interpreti a
livello mondiale fin dal 1952, anno d'esordio con la storia "Paperino
e le onorificenze". Per la multinazionale di Burbank Luciano
Bottaro ha infatti realizzato lungo la sua carriera (con alcune
pause più o meno lunghe) storie eccellenti, come l'indimenticabile
"Dottor Paperus" o "Paperino e il razzo interplanetario",
oltre ad aver creato nuovi e riusciti personaggi (come Rebo) e
rivitalizzati altri già esistenti (come la barksiana Nocciola).

Verso la fine degli anni Cinquanta, con l'aumento del lavoro,
Bottaro sentì l'esigenza di riunire le forze e varò
un primo abbozzo di studio di professionisti, al quale aderirono
inizialmente anche Guido Scala e Franco Aloisi, cui si aggiungeranno
in seguito il soggettista Carlo Chendi e l'amico Giorgio Rebuffi,
creatore di indimenticabili personaggi come Tiramolla e Pugaciòff:
sarà la famosa
Scuola di Rapallo che troverà
qualche anno dopo uno sbocco più maturo e strutturato nello
storico
Studio Bierreci.
Un'esperienza, questa, che ha riunito per diversi anni alcuni
tra i migliori disegnatori e soggettisti di casa nostra, tra cui
Enzo Marciante, Antonio Canale, Ivo Milazzo, Giancarlo Berardi,
Tiberio Colantuoni e altri e che ha rappresentato un momento irripetibile
(e irripetuto) di autogestione professionale nell'ambito del fumetto
italiano.
Fortemente interessato a ogni aspetto della comunicazione visiva,
dall'illustrazione dei libri alla realizzazione di cartoni animati,
dallo studio di progetti architettonici alla produzione di cd-rom,
il cartoonist ligure è stato impegnato negli ultimi anni
della sua carriera in collaborazioni più o meno regolari
con le
Edizioni Paoline per il "Giornalino"
e con la
Walt Disney Italia, oltre a essere stato
coinvolto in molti innovativi progetti.
Una carriera, quella di Luciano Bottaro, costellata da numerosi
premi e riconoscimenti, il più importante dei quali è
senza dubbio lo
Yellow Kid, assegnatogli nel
novembre 1996 al
XX Salone Internazionale dei Comics,
del Film d'Animazione e dell'Illustrazione di Roma da
una giuria composta da membri provenienti da ogni parte del mondo.

Da sempre residente nella sua città natale, di cui era
innamorato pazzamente, l'artista ligure era sposato con Maria
Rosa e aveva due figlie, Graziella e Annabella che, non di rado,
ha collaborato con il padre in qualità di abilissima letterista.
Collezionista di tavole originali, soprattutto americane, appassionato
di storia e di archeologia, di lunghe passeggiate in riva al mare
e di lettura, di escursioni nei boschi e grande cultore dell'amicizia,
il Maestro è stato anche un amante della buona cucina in
generale e di funghi in particolare.
Luciano Bottaro si è spento il 25 novembre 2006 a Rapallo,
all'età di 75 anni.
Dopo la sua scomparsa sono fioccate numerose iniziative per ricordare
l'uomo e la sua opera.

Già
nell'estate 2007 l'associazione culturale e artistica
ComixComunity
ha deciso di istituire il
Premio Luciano Bottaro dedicata
a chi si è distinto per impegno in uno dei mestieri del
fumetto.
A un anno esatto dalla sua morte, inoltre,
il Comune della sua città ha deciso di intitolare la piazzetta
antistante il Castello sul mare al Maestro ligure: un tributo
giusto e doveroso a un suo concittadino che, in oltre mezzo secolo
di carriera, non ha mai fatto mistero di amare Rapallo, riproducendola
in molte delle sue storie più famose. Nel gennaio 2008,
inoltre, il trentacinquesimo
Festival international de
la Bande Dessinée di Angoulême, una delle
più prestigiose manifestazioni internazionali sul fumetto,
ha inaugurato un'esposizione che, attraverso una selezione di
circa cinquanta tavole originali, ripercorre l'intera carriera
artistica di Luciano Bottaro a poco più di un anno dalla
sua scomparsa. La mostra, ospitata all'interno del famoso
Museé
de la bande dessinée, è stata un'ulteriore
testimonianza dell'affetto e della stima che il pubblico francese
conserva ancora oggi verso il grande artista, considerato dai
cugini transalpini come un "gigante che ha innalzato l'arte
dei fumetti a livelli di assoluta genialità".