Il
barone tedesco Franz Von Wurstel e il professore russo
Articioff, sono due alchimisti, sempre in disaccordo tra di loro,
che per sperimentare la loro invenzione, un Castello volante,
si servono dell’ingenuo Lionello, fifone menestrello, e
Jolly, uno spavaldo giullare accompagnato sempre dal suo inseparabile
pupazzo verde. Dal momento in cui il Castello dei Sogni decolla,
inizia per i due protagonisti una lunghissimo viaggio alla scoperta
di luoghi immaginari: il Bosco Dimenticato, un luogo abitato dal
popolo delle 'verdure animate', con a capo il professor Kaiser,
dove sosteranno all''Hostaria des deux lapins', gestita da tre
conigli smemorati, e s’imbatteranno negli gnomi Nibecorti,
per poi essere rapiti dal Nibelungo. Il Deserto dei Rovi Viventi,
dove il prode Orlando Curioso li salverà per condurli nel
Bosco della Bella Addormentata, che ha ben poco in comune con
la famosa omonima disneyana. Il paese dove ogni cosa, compresi
gli abitanti, è a forma di cubo, un paesaggio reso ancora
più bizzarro dall’uso del bianco e nero, per passare
poi ad un coloratissimo mondo dei pupazzi.
Il progetto di questa serie, nato nel 1959 per le edizioni
Alpe, è rimasto chiuso in un cassetto per parecchi
anni, solo nel 1995 viene ripreso dall’autore e, finalmente,
nel 1998 le edizioni
Paoline lo pubblicano su
“Il Giornalino” a puntate (il settimanale riproporrà poi la serie - sempre a puntate - nell'estate del 2010). Lo stesso Luciano Bottaro
(che difficilmente era completamente soddisfatto dei propri lavori)
considerava

“Il Castello dei sogni” tra le sue opere più
riuscite degli ultimi anni. Attraverso questa serie avventurosa
che non pone alcun freno alla fantasia, il Maestro è infatti
riuscito ad esprimersi al meglio creando paesaggi inimmaginabili
popolati dai più variegati personaggi, ognuno caratterizzato
non solo da particolarità fisiche, ma spesso anche linguistiche,
come dimostrano i dialoghi tra Franz von Wurstel e il russo Articioff.
Una libertà nei contenuti che si rispecchia anche nella
grafica, attraverso illustrazioni a tutta pagine, in cui il Maestro
di Rapallo può sbizzarrirsi per dar vita a 'pansoti' parlanti
(tipica pasta della cucina ligure, simili a grossi tortelli ripieni),
castelli, mostri, o giganteschi funghi, il tutto completato da
uno studiato uso dei colori, naturalmente tinte pastello, che
contribuiscono a dare un’atmosfera di fiaba a tutta quanta
l’opera.