Sul numero 103 (febbraio 1999) del mensile
per bambini e ragazzi "Dodo", periodico oggi
scomparso un tempo edito dalla Giorgio Mondadori Editore
(ex "Airone Junior"), ci sono due pagine dedicate
a Pepito (pp. 28-29): un articolo e due box a firma Marco Della
Croce e una tavola autoconclusiva in cui il simpatico corsaro
fa la sua conoscenza con il pennuto giornalista, character nato
dalla fantasia di Giovan Battista Carpi. La storiellina, scritta
ancora da Marco Della Croce (che con Danilo Francescano ed Enrica
Salvatori ne è stato lo sceneggiatore per diversi anni
fino alla fine delle serie), è disegnata da un Luciano
Bottaro in gran forma (colori dello stesso Bottaro e di Silvano
Beltramo). Il tutto all'interno di "Dodo incontra gli eroi
del fumetto", una rubrica che ha ospitato diversi autori
italiani, tra cui Giorgio Rebuffi, e che è andata avanti
per alcuni numeri.
Di seguito il testo originale dell'articolo e dei box, la tavola
e la sceneggiatura originale.
Pepito, il
pirata buono
Quest’oggi sono davvero felice ed emozionato, dal momento
che sto per presentarvi uno dei miei più vecchi e cari
amici, un personaggio davvero straordinario e fuori dal comune:
sto parlando del grande Pepito.
Per quelli che ancora non lo conoscessero (ma sono sempre in
tempo per rimediare) dirò che Pepito è un simpatico
e divertente corsaro che comanda, con polso deciso e risoluto,
una ciurma eterogenea e un po’ scalcinata, tra cui spicca
il buffo Ventoinpoppa, grande amante del rhum e della siesta.
Nonostante le apparenze, il nostro eroe è, in realtà,
talmente disponibile, generoso e dotato di un gran cuore che
sarebbe incapace di far male a una mosca, anche se la sua innata
bontà d’animo non lo distrae affatto dal suo scopo
principale: combattere il perfido Hernandez de la Banane.
Costui, noto anche come Sua Ventripotenza, è infatti
il furbastro (e rotondo!) governatore di Las Ananas, oppressore
dei suoi sudditi, che tartassa inventandosi a getto continuo
le tasse e i balzelli più astrusi, avvalendosi anche
delle diaboliche invenzioni dello squinternato Professor Scartoff.
E tuttavia, noi rimaniamo ottimisti perché sappiamo con
sicurezza che nessun Hernandez di questo mondo potrà
mai godersi in pace le sue malefatte finché ci sarà
un Pepito che lo combatterà con ogni mezzo possibile,
ma soprattutto con l’arma più micidiale per ogni
dittatore: l’ironia.
Altro
che Sandokan
Pepito è il capitano del veliero pirata Cetriolitas,
la nave corsara su cui è imbarcato un equipaggio davvero
bizzarro. Già detto del nostromo Ventoinpoppa, la ciurma
comprende anche Uncino, secondo di bordo e gran scocciatore,
Merluzzo e Stoccafisso, due buffi e improbabili filibustieri,
oltre a Beccodiferro, il pappagallo mascotte della nave.
I nemici del nostro eroe, Hernandez de la Banane e il Professro
Scartoff, possono invece annoverare dalla loro parte dei loschi
e preoccupanti figuri, quali Don Porfirio Rompiglion, il temibile
ministro delle colonie, il Barone Torchiapopulos, l’appaltatore
delle tasse, il Sergente Mastino, l’eterno aspirante dittatore
e Gutierrez Aguzzin, il temibile capo della polizia segreta.
Il suo papà
Pepito nasce nel 1951 dalla fantasia e dalla matita del grande
Luciano Bottaro, uno dei più geniali e prolifici autori
del fumetto umoristico internazionale, dapprima sul periodico
“Cucciolo”, quindi, l'anno successivo, sul mensile
“Gaie Fantasie”, per approdare a una propria rivista
nel 1955. Forse il personaggio italiano più noto all’estero
(è stato tradotto in Francia, dove è tuttora popolarissimo,
in Grecia, in Germania, in Juogoslavia, in Sudamerica, in Canada,
ecc.), Pepito è stato disegnato anche da altri autori,
come Carlo Cossio, Giorgio Rebuffi, Guido Scala, Luciano Capitanio,
Giorgio Cavazzano e il francese Lellbach.
La sceneggiatura
originale
1 (piccola) Mezzo busto di Pepito, aria decisa, seduto dietro
un tavolaccio
PEPITO: E TU COSA SAI FARE?
2 (grande) La scena si è allargata. Siamo su un molo
e Pepito, che ha seduto accanto Ventoinpoppa (aria 'alcolica',
con davanti a sé una bottiglia di rum e un bicchiere
vuoto), sta evidentemente procedendo a un reclutamento: davanti
a lui, infatti, ci sono alcuni buffi e sgangherati personaggi,
di cui il primo è chiaramente un cuoco, al quale Pepito
sta indicando la Cetriolitas ancorata alle sue spalle
CUOCO: Il cuoco, signor GENERALE!
PEPITO: Bene, in cambusa! Avanti un altro!
3 È sera. Pepito si rivolge a Ventoinpoppa che, ubriaco
e steso sul tavolo, indica qualcuno fuori campo
DIDA: A sera…
PEPITO: Abbiamo finito, Ventoinpoppa?
VENTOINPOPPA: Non… hic… direi! Cè ancora...
hic … QUELLO!
BALLOON (FC): Ehm! Ehm!
4 Pepito si sorprende nel vedere Dodo davanti a lui
PEPITO: Coooosa?? Non voglio TACCHINI sulla mia nave!
DODO: Ehi, un momento! Io mi chiamo Dodo e sono un GIORNALISTA!
5 Pepito, dubbioso, interroga Dodo (che invece appare a suo
agio), mentre Ventoinpoppa, ubriaco, rialzatosi dal tavolo,
lo guarda perplesso
PEPITO: Un giornal… e, di grazia, cosa farebbe un …
giornalista?
DODO: Semplice! Descrive i fatti, indaga, svela e denuncia le
angherie dei TIRANNI e le fa conoscere ai suoi lettori!
VENTOINPOPPA: Hic?
6 Pepito e Dodo
PEPITO: Hai detto TIRANNI? Uhm… Quindi tu potresti far
sapere a tutto il mondo le malefatte di… di…
DODO: …vuoi dire di SUA VENTRIPOTENZA HERNANDEZ DE LA
BANANE? Ma è ovvio!
7 Pepito e Ventoinpoppa si guardano negli occhi stupiti e contenti,
mentre Dodo, non visto, sogghigna
PEPITO:!
VENTOINPOPPA: Hic!
DODO (pensa): Eh! Eh!
8 Mentre Ventoinpoppa brinda da solo felice, Pepito, soddisfatto,
infila il suo cappello da pirata in testa a Dodo
PEPITO: Nostromo Dodo: ASSUNTO!