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un cavaliere, l'ombra e margherita
 
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6.1 - Demonologia del Paperus
Per la sua stessa natura, il "Paperus" si deve confrontare con una tipologia di personaggi non usuale nel mondo Disney: i diavoli.Figura 21. Il palazzo della Masnada de’ Bassotti, in 'Paperino e il seguito  della storia'  (a sinistra - copyright disney)  e quello del Redipicche
Abbiamo già visto come il Mefistofele di Bottaro sia la versione leggermente caricaturale di quello di Albertarelli. Ma i suoi diavoli da dove vengono? Esseri demoniaci erano già comparsi nelle tavole disegnate da Bottaro per Aroldo il Bucaniere (1949-1950), molto diversi da quelli del "Paperus" ma già singolarmente simili all’iconografia cinese (figura 22). Precedenti, nel mondo Disney di provenienza statunitense, ce n’erano pochi: qualcosa nelle Silly Symphonies ed in "Fantasia" (1940), il Plutone di Gottfredson in "Mickey Mouse and the magic lamp" (35), Figura 22. I diavoli che Bottaro disegna in “Aroldo il Bucaniere” (a sinistra) sono molto simili ai pipistrelli umanizzati di questo bronzo cinese del periodo Chou, V-III secolo a.C. (a destra)direttamente ispirato a quello animato da Dick Huemer nella Silly Symphony "The Goddess of Spring" (1934) (figura 23, in basso a sinistra). Bottaro, però, si rivolge alla produzione italiana ed in particolare a quella di Angelo Bioletto. Bioletto era un illustratore prestato al fumetto Disney, dove si sentì sempre un po’ stretto e che, infatti, abbandonò presto ma dopo aver lasciato un segno importante. I diavoli disegnati da Bioletto, prima in "Topolino e il Cobra Bianco" (1948-1949) (figura 24, più in basso a destra 36) e soprattutto nel celeberrimo "Inferno di Topolino" (1949-1950 37) (figura 25, in fondo alla pagina a sinistra) rappresentano appunto il modello cui guarda Bottaro. Come osservato (38), il compito di Bioletto era tutt'altro che facile: doveva armonizzare personaggi completamente diversi (nell'"Inferno" compaiono praticamente tutti i characters Disney, sia quelli dei fumetti che quelli dei film di animazione) in un contesto anch’esso diverso da quello loro solito. L'inferno dantesco, per essere unFigura 23. Demoni disneyani statunitensi dalla Silly Symphony “The Goddess of Spring” (1934) (a sinistra) e da una striscia di Floyd Gottfredson (Topolino e la lampada di Aladino, 1936) - copyright disney luogo spirituale, ha di per sé una forte fisicità, costellato com'è di dirupi e burroni. L'iconografia ottocentesca (tipo quella del Doré) era ben presente a Bioletto e il suo Inferno, come poi quello tratteggiato da Bottaro, è anch'esso un paesaggio aspro e scosceso. I demoni che Dante pone nell'Inferno si possono dividere in due categorie, demoni biblici e demoni mitologici, a seconda che provengano dalla tradizione scritturale e/o patristica o dai miti pagani (39). Da questo punto di vista, sia Bioletto che Bottaro sono singolarmente fedeli alle fonti. Entrambi, infatti, (figura 26, in fondo alla pagina a destra) rappresentano Caronte, demone pagano, in modo diverso dagli altri e allineato all'iconografia dantesca, che a sua volta seguiva fedelmente Virgilio (i libri parlano di altri libri…).

Figura 25. Altri diavoli di Bioletto (a sinistra), stavolta da 'L'inferno di Topolino'. Sono simili ai diavoli medievali - copyright disney Figura 26. Il Caronte di Bioletto (a sinistra) e quello di Bottaro - copyright disney

Figura 24. Gli straordinari diavoli neri, grossi e pelosi, che Bioletto disegna in “Topolino e il Cobra Bianco” (1948-1949) - copyright disneySe nell'"Inferno" di Bioletto Caronte conserva la sua natura irosa, nel "Paperus" è un vecchio, povero diavolo, (vecchio come i miti pagani da cui proviene?) dalla lunga barba bianca, che non vede l'ora di andarsene in pensione. Nel "Paperus" c'è un'ulteriore finezza: anche il diavolo Mefistofele, sostanzialmente caratterizzato da Albertarelli, è diverso dagli altri. Ma questo è iconograficamente corretto, visto che Mefistofele non è demone biblico né pagano, comparendo per la prima volta proprio nel mito di Faust. Da bravo illustratore, Bioletto modellò i propri demoni come una caricatura di modelli esistenti. Avviene così che i suoi diavoli disneyani abbiano diverse caratteristiche in comune con quelli dell'iconografia classica medievale, a loro volta legati a modelli orientali. Come ha dimostrato Baltrusaitis, l’uomo del medioevo era tormentato dagli dei della Morte e dell’Inferno cinesi (40), e questo si può dire anche dei paperi (forse anche i quadri parlano di altri quadri…) [continua].

di Dario Ambrosini (© 2003)
(n.b. tutto il materiale iconografico - salvo dove diversamente indicato - è firma walt disney)

 
   
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note
 
(35) “Mickey Mouse and the magic lamp”, strisce giornaliere dal 11/9/1939 al 13/1/1940, Floyd Gottfredson – Merrill de Maris / Floyd Gottfredson. Per altre informazioni e le ristampe italiane vedi nota 33 [su]
(36) “Topolino e il cobra bianco”, TG 713-738, I TL 1-A (1948 – 1949) Martina / Bioletto [su]
(37) “L’inferno di Topolino”, I TL 7-A, I TL 8-A, I TL 9-A, I TL 10-A, I TL 11-A, I TL 12-A (1949-1950), Martina / Bioletto. Ristampe: AO 55031, CWD 3, CD 1, LGPD 4, LGPD 65, SMIT 13 [su]
(38) L. Boschi, L. Gori, A. Sani, I Disney Italiani, pp. 41 – 44 [su]
(39) A. Graf, "Demonologia di Dante", in Miti, Leggende e Superstizioni del Medio Evo, pp. 221 – 246, Oscar Saggi Mondadori 1984 [su]
(40) J. Baltrusaitis, Il Medioevo fantastico, Adelphi 1993, cap. 5 [su]
 
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