Come
sei diventato sceneggiatore?
Partendo dai cartoni animati. A 18 anni, dopo cinque anni di studio,
sono uscito dall’Istituto di Stato per la Cinematografia
e Televisione con il mio bel diploma di Tecnico del cinema d’Animazione,
iniziando subito a lavorare in alcuni studi romani. Lavorando
agli storyboard è nata una passione per la narrazione per
immagini che presto è diventata curiosità per la
sceneggiatura a fumetti.

In
quel periodo lavoravo nello studio di Vito Lo Russo e Silver,
il papà di Lupo Alberto, stava cercando disegnatori per
la sua rivista. Io realizzai alcune tavole di prova, scrivendo
anche i testi di una storia breve. I disegni non andavano bene,
ma la sceneggiatura sì…
Come trovi questo lavoro?
Anche se straordinariamente superfluo, è un mestiere meraviglioso.
Disney o Mck?
E’ evidente che la mia preferenza va ad entrambi, e non
lo dico per una questione puramente diplomatica. Sono due mondi
diversissimi e ricchissimi che offrono ai loro autori delle possibilità
narrative che difficilmente è possibile trovare altrove.
Per realizzare alcune tue sceneggiature
hai collaborato con molti autori come Arena, Bottero, Caroti,
Faraci… ma con quale ti sei trovato meglio?
Lello Arena, senza nessun dubbio. Lello, oltre ad essere un ottimo
autore è anche uno straordinario amico; lavorare accanto
a lui è una continua occasione di apprendimento e miglioramento.
Con quale
disegnatore ti sei trovato meglio, e quale preferisci?
L’elenco è lungo! Per Lupo Alberto c’è
un feeling particolare con Bruno Cannucciari, mentre per le storie
Disney la mia stima e ammirazione assoluta vanno ad Alessandro
Barbucci e Barbara Canepa, Silvio Camboni, Corrado Mastantuono,
Giorgio Cavazzano, Silvia Ziche, Massimo De Vita e Donald Soffritti.
Fuori
dal lavoro ti interessi dei fumetti? Quali leggi più volentieri?
Leggo veramente di tutto. Amo molto l’umorismo francobelga
e l’avventura bonelliana classica (sono un texiano praticante
dall’età di dieci anni), ma mi diverto con Preacher
e pratico il culto di Bone, il capolavoro di Jeff Smith.
Oltre ai comics quali sono le tue
passioni?
Libri e cinema sono il mio passatempo preferito, ma da quando
è arrivata mia figlia è lei il mio hobby numero
uno (nonché impegno a tempo pieno).
Sei un tipo come De Vita che non
si trova mai perché viaggia spesso e si porta il lavoro
in viaggio, o sei più tranquillo e meno dinamico?
Credo di essere un tipo tranquillo; in ogni caso, grazie ai moderni
portatili, il lavoro in viaggio purtroppo me lo porto anch’io,
spesso e malvolentieri.
Il tuo maestro di vita?
Beh, quella di "maestro di vita" è una definizione
impegnativa. Non saprei indicartene uno, ma sicuramente ci sono
alcune persone alle quali professionalmente devo tanto. Niso Ramponi,
il mio insegnante di animazione, è la prima di queste.
A quale storia sei più legato?
E’ dura sceglierne una sola! Ricordo con affetto la primissima
storia scritta dieci anni fa per Lupo Alberto, "Il galateo
di Monsignor La Talpa", disegnata da Bruno Cannucciari. Per
la Disney ho amato molto "Miseria e Nobiltà",
versione topolinesca del classico di Scarpetta, disegnata splendidamente
da Giorgio Cavazzano e scritta in coppia con Lello Arena, ma sono
affezionato anche a "Carpe diem", per "PK",
e al primo numero di "Witch" ("Halloween")
due storie magicamente disegnate Alessandro Barbucci (il più
bravo, in assoluto). Ma la storia che preferisco in assoluto è
sempre la prossima.
di Simone Pavesi (© 2001-2003)