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	<title>Aloisi Franco Archivi - Luciano Bottaro cartoonist</title>
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	<title>Aloisi Franco Archivi - Luciano Bottaro cartoonist</title>
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		<title>Intervista a Luciano Bottaro (2001)</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Annabella Bottaro]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 25 Nov 2018 09:16:13 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Quest&#8217;anno ricordiamo Luciano Bottaro, nel 12° anniversario della sua scomparsa, proponendo un&#8217;intervista realizzata da Alberto Cassani, nel 2001 per la pubblicazione Ink. Lasciamo la parola a Luciano&#8230; Lei è uno dei più prolifici autori di fumetti d&#8217;Italia, ma cosa l&#8217;ha spinta a lasciare gli studi...</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.lucianobottaro.it/2018/11/25/intervista-a-luciano-bottaro-2001/">Intervista a Luciano Bottaro (2001)</a> proviene da <a href="https://www.lucianobottaro.it">Luciano Bottaro cartoonist</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Quest&#8217;anno ricordiamo Luciano Bottaro, nel 12° anniversario della sua scomparsa, proponendo un&#8217;intervista realizzata da Alberto Cassani, nel 2001 per la pubblicazione <em>Ink</em>.<br />
Lasciamo la parola a Luciano&#8230;</p>
<p><span style="color: #1f78b3;">Lei è uno dei più prolifici autori di fumetti d&#8217;Italia, ma cosa l&#8217;ha spinta a lasciare gli studi di architettura per intraprendere questa professione?</span><br />
Fin da piccolo ho avuto un coinvolgimento in questo mondo immaginario, a partire dal primo albo di Rubino che ho sfogliato quando ancora non avevo compiuto i quattro anni. Però mi sarebbe riuscito difficile immaginare che, un giorno lontano, questo sarebbe stato il mio mestiere e la mia vita.</p>
<p><span style="color: #1f78b3;">Quando ha iniziato, si ispirava a qualcuno in particolare?</span><br />
Non ispirazione diretta vera e propria, solo grande ammirazione per molti autori italiani e stranieri. Citerò per primo <strong><em>Rubino,</em></strong> e poi <strong><em>Angoletta</em></strong> e <strong><em>Craveri</em></strong> tra gli italiani; <strong><em>Opper</em></strong>, <strong><em>Mc Manus</em></strong>, <strong><em>Dirks</em></strong>, <strong><em>Knerr</em></strong> tra gli americani. Per i Disneyani è d&#8217;obbligo citare <strong><em>Gottfredson</em></strong> e <strong><em>Barks.</em></strong></p>
<p><span style="color: #1f78b3;">All&#8217;inizio della sua carriera ha dato vita ad AROLDO IL BUCANIERE, più tardi ha creato PEPITO. Come mai questa sua passione per i pirati?</span><br />
Cavernicoli, Pirati, Streghe, Diavoli, Maghi, Alchimisti. Paladini, Cavalieri, ecc&#8230; sono sempre stati tra i miei personaggi ispiratori.</p>
<p><span style="color: #1f78b3;">Nel 1968 lei ha fondato lo <a href="https://www.lucianobottaro.it/la-biografia/lo-studio-bierreci/">Studio Bierreci</a> insieme a Giorgio Rebuffi e Carlo Chendi. Come è nata l&#8217;idea e come lavoravate insieme?</span><br />
Fin dai primi anni &#8217;50 è di fatto esisitito uno Studio Bottaro, composto inizialmente da me, <strong><em>Guido Scala</em></strong> e <strong><em>Franco Aloisi</em></strong>. Anni dopo si è unito a noi <strong><em>Carlo Chendi</em></strong>. Il mio sogno era quello di creare un Copyright che identificasse le nostre creazioni.<br />
Quando anche Rebuffi ci ha raggiunti in Riviera, ho pensato di fondare uno studio che fosse anche una realtà amministrativa. La sigla Studio Bierreci appare, per la prima volta, sul contratto firmato a Genova con l&#8217;AGIS il 18/12/68.<br />
Tale contratto era riferito alla nascita della rivista Redipicche, stampata in italiano e in francese nell&#8217;azienda grafica dell&#8217;editore <em>Iro Stringa</em>.</p>
<p><span style="color: #1f78b3;">Come è arrivato a lavorare per la Disney?</span><br />
All&#8217;epoca c&#8217;erano poche prospettive di lavoro nel campo del fumetto comico e al <em>Topolino</em> di Mondadori pagavano discretamente bene. Quando mi sono presentatato a <strong><em>Mario Gentilini</em></strong>, nel 1951, mi fu affidata una sceneggiatura di<strong><em> Guido Martina</em></strong>, che però non portai a termine.</p>
<p><span style="color: #1f78b3;">Lei ha realizzatouna delle più belle storie di Paperino <em>Il Dottor Paperus</em>. Ha scelto lei di dedicarsi ai Paperi piuttosto che ai Topi?</span><br />
Come ho detto, mi era stata affidata una sceneggiatura di Topolino per la quale avevo disegnato solo tre tavole. La prima storia che disegnai era di Paperino e mantenni sempre una preferenza per i paperi come erano visti da Carl Barks, con una specifica preferenza per <em>Paperon de Paperoni</em>. Per ciò che riguarda Topolino personaggio, ho sempre ritenuto ineguagliabile il lavoro di Floyd Gottfredson.</p>
<p><span style="color: #1f78b3;">WHISKY&amp;GOGO è una delle serie comiche dalle premesse più originali del fumetto italiano. Ricorda come nacque l&#8217;idea?</span><br />
I due personaggi, con nomi provvisori, erano da tempo in un cassetto. L&#8217;occasione per trarli dall&#8217;oblio e portarli alla luce si presentò quando un mio collega, al quale avevo affidato una mia sceneggiatura di <em>Pop&amp;Fuzzy</em>, me la riportò dicendo che non se la sentiva di disegnarla. Il quel momento, le Edizioni Alpe mi avevano invitato a studiare una serie western, e io utilizzai la storia rifiutata dal mio collega per iniziare una nuova serie. Proposi varie coppie di nomi, e fra queste fu scelto Whisky&amp;Gogo (i miei nomi preferiti erano Tobia e Giovannone)</p>
<p><span style="color: #1f78b3;">Tra l&#8217;altro aveva già affrontato a modo suo il mito del west con il SERGENTE BALDO. Cosa la spinse a creare questo personaggio?</span><br />
Uno dei miei ambienti preferiti è quello delle foreste canadesi e dei grandi laghi. E&#8217; per questo che è nato il Sergente Baldo.</p>
<p><span style="color: #1f78b3;">Lei ha, in qualche modo, anticipato le tematiche cosidette del &#8220;dopobomba&#8221; quando creò i POSTORICI nel 1950. Come le venne l&#8217;idea di questi personaggi?</span><br />
Come ho detto in precedenza, gli uomini delle caverne erano tra i miei eroi preferiti. Nel caotico Aroldo comparivano due bande di cavernicoli. Procedendo da questa esperienza mi divertii a disegnare una banda di rudi omaccioni della preistoria, a cui diedi il nome di Kolossantropi. Questi ultimi uniti a <em>Pinko</em>, <em>Ponko</em> e <em>Pitagora</em>, mi ispirarono una storia che realizzai per la Sagédition di Parigi, che editava da tempo Pepito. Per una questione di lunghezza, questa storia, restò per circa due anni in attesa di pubblicazione. Alla fine venne pubblicata su <em>Pepito Géant</em>, e a me balenò l&#8217;idea che questi cavernicoli potessero essere dei sopravvissuti alla guerra atomica.Inizialmente l&#8217;idea fu difficile da fare accettare all&#8217; allora boss della casa editrice di Parigi. Ma infine ci riuscii.</p>
<p><span style="color: #1f78b3;">Lei ancora realizza una tavola a settimana di PON PON. Come fa a trovare nuove idee per quel personaggio dopo 50 anni?</span><br />
Da poco ho ripreso Pon Pon (nato nel 1954) e posso dire che, per me, le idee non sono mai state un problema.</p>
<p><span style="color: #1f78b3;">Una delle sue creazioni più apprezzate, IL PAESE DELL&#8217;ALFABETO, è oggi praticamente introvabile. Come presenterebbe la serie al pubblico che non la conosce?</span><br />
Fu l&#8217;allora direttore del Corriere dei Piccoli, il compianto <em>Luciano Visentin</em>, a propormi una serie nella quale agissero le lettere dell&#8217;Alfabeto.<br />
Lui suggeriva di dare a questa serie un&#8217;ambientazione western. Questa soluzione mi pareva graficamente difficile e allora decisi di ispirarmi alla grafica del Redipicche. Era la strada giusta!<br />
Una volta trovata la cornice scenografica, il giochetto delle parole filò via senza problemi.</p>
<p><span style="color: #1f78b3;">Nelle sue storie per la Disney riprese il personaggio di REBO dalla bella serie di fantascienza &#8220;Saturno contro la Terra&#8221;. Come mai?</span><br />
Rebo è la caricatura del protagonista cattivo Saturno contro la Terra, come il Dottor Paperus lo è del Dottor Faust di <em>Albertarelli</em>.<br />
Tutte cose che mi avevano colpito, naturalmente insieme ad altre, nel giornale Topolino del&#8217;anteguerra. Nella scia di queste letture di ragazzo, io presentai un progetto di storia che ricreava l&#8217;atmosfera emanata dalle pagine di quel periodico. La mia idea non fu accettata perchè ritenuta di problematica realizzazione. Ammesso che si sia salvato dai vari saccheggi, forse, questo progetto riposa ancora oggi nel profondo di qualche cassetto.</p>
<p><span style="color: #1f78b3;">Le sue storie sono sempre connotate da una grossa componente surreale. Come mai?</span><br />
Difficile a dirsi. Agli inizi ho cercato di disegnare molte cose di tipo veristico, ma l&#8217;innata propensione al caricaturale e alle deformazioni mi ha sempre impedito di ottenere risultati anche minimamente soddisfacenti. Sono passato quindi, in modo definitivo, al genere comico.</p>
<p><span style="color: #1f78b3;">Tra l&#8217;altro, alcune sue vignette sembrano dei quadri di Picasso.</span><br />
Troppo onore!</p>
<p><span style="color: #1f78b3;">Lei ha sempre prestato molta attenzione ai dialoghi, non solo alla battuta finale, ma anche allo spessore &#8220;letterario&#8221; delle parole, rendendo divertenti tutti i balloon, spesso dando dei nomi buffi ai personaggi. Non crede che questo manchi un po&#8217; agli autori di oggi?</span><br />
I dialoghi sono un elemento molto importante, e ho sempre cercato di caratterizzarli utilizzando elementi dialettali, parlate strane e caricature di lingue straniere. Ciò corrisponde un po&#8217; a quello che avviene nei disegni animati dove le voci azzeccate aggiungono carattere ai personaggi che vengono doppiati</p>
<p><span style="color: #1f78b3;">Ho sentito che è in preparazione una serie a cartoni animati tratta dal suo REDIPICCHE. Ce ne parla?</span><br />
La realizzazione dei disegni animati di Redipicche ha incontrato ogni genere di difficoltà, per cui, al momento, preferisco non parlarne. Vedremo!</p>
<p><span style="color: #1f78b3;">C&#8217;è un personaggio a cui lei è legato maggiormente?</span><br />
Mi sono tutti cari come vecchi amici, specialmente Pon Pon perchè mi assomiglia.</p>
<p><span style="color: #1f78b3;">Lei è stato all&#8217;avanguardia anche con le nuove tecnologie: ha prodotto una sua versione di <a href="https://www.lucianobottaro.it/2018/04/26/pinocchio-protagonista-di-un-cd-rom-interattivo/">PINOCCHIO in CD-ROM</a>. Ha in mente progetti simili?</span><br />
Certamente si: i progetti sono sempre tanti (troppi). Purtroppi per realizzarli c&#8217;è bisogno sempre di fare una corsa a ostacoli.</p>
<p><span style="color: #1f78b3;">E per quanto riguarda i suoi fumetti, cosa ci riserva il futuro?</span><br />
Nell&#8217;Almanacco di Post, uscito recentemente, ho proposto varie novità, oltre al recupero di personaggi del passato. Mi auguro che il futuro mi riservi la possibilità di portare a termine le cose a cui sto lavorando.</p>
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		<title>Buon compleanno Postorici!</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Annabella Bottaro]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 30 Jun 2017 16:58:56 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>E&#8217; sempre difficile stabilire con esattezza la nascita dei personaggi di Bottaro, perchè raramente l&#8217;anno di creazione coincide con quello di pubblicazione. Per quanto riguarda i Postorici si considera il 1957, l&#8217;anno in cui sul trimestrale Pepito Magazine, edito da Sagédition, viene pubblicato il primo...</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">E&#8217; sempre difficile stabilire con esattezza la nascita dei personaggi di Bottaro, perchè raramente l&#8217;anno di creazione coincide con quello di pubblicazione. Per quanto riguarda i Postorici si considera il <strong>1957</strong>, l&#8217;anno in cui sul trimestrale <strong><em>Pepito Magazine</em></strong>, edito da Sagédition, viene pubblicato il primo episodio, scritto e disegnato da Luciano Bottaro, di questa serie che, inizialmente, portava il nome dei due protagonisti, <strong><em>Pinko e Ponko</em></strong>. Ma la genesi è un po&#8217; più articolata.<br />
Bottaro realizza questa storia, <em>&#8220;Et tout ça pour une mouche!&#8221;</em>, circa due anni prima, partendo da un&#8217;idea abbozzata già nel 1950, ma rimane nei cassetti della casa editrice francese perchè<span id="more-2996"></span> supera di quattro pagine la lunghezza standard prevista dalla pubblicazione. Nel frattempo egli scrive un&#8217; altra avventura, in linea con le direttive dell&#8217;editore,  che affida però alla matita di Franco Aloisi e che viene pubblicata due mesi prima dell&#8217;altra.</p>
<p style="text-align: justify;">&#8220;<em>Qualche tempo più tardi</em> &#8211; racconta Bottaro in un&#8217; intervista a HOP! &#8211; <em>mi è venuto in mente che questi uomini delle caverne potessero benissimo essere dei sopravvissuti alla bomba atomica. Pitagora è il primo di loro a rendersi conto che vivevano in un mondo ricostruito sulle ceneri di un conflitto che ha distrutto la nostra civiltà. All&#8217;inizio fu difficile far accettare l&#8217;idea al direttore della Sagédition, a tal punto che la prima storia che ha accettato è stata tradotta oscurando quest&#8217; aspetto post-storico&#8230;</em>&#8220;.</p>
<p style="text-align: justify;">Guido Scala e Carlo Bracci, a volte su testi di Carlo Chendi, sono gli altri due autori,  oltre al già citato Aloisi, che affiancano l&#8217;autore rapallese in questa prima fase di pubblicazione su Pepito, che si protrae per una decina di anni. Bottaro prosegue &#8220;..<em>.L&#8217;idea di questi bizzarri archeologi, che dissoterrano e scoprono i resti della nostra civiltà, mi intrigavano molto e per questo proposi I Postorici per il mensile WHISKY&amp;GOGO<strong>, </strong>che era in fase di studio&#8221;<strong>. </strong></em></p>
<p style="text-align: justify;">E così dopo un breve periodo di assenza, nei primi anni Settanta, la serie ritorna sul trimestrale francese <em><strong>Whisky&amp;Gogo</strong></em>, con nuovi episodi dallo stile grafico più maturo e pulito, ribattezzata<em><strong> I Postorici</strong></em>. In Italia alcuni episodi vengono pubblicati sul il settimanale <em><strong>Corriere dei Ragazzi</strong></em>.<br />
Dunque possiamo dire che quest&#8217;anno i Postorici festeggiano 60 anni&#8230; auguri!</p>
<p>Per un approfondimento sui Postorici, vi rimandiamo all&#8217;<a title="I postorici" href="https://www.lucianobottaro.it/i-personaggi/i-postorici/">articolo</a> di Marco Della Croce.</p>
<p style="text-align: justify;">
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		<title>Nati sotto il segno dello Scorpione</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Annabella Bottaro]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 16 Nov 2015 17:29:41 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Qualche tempo fa, il critico, saggista (e molto altro ancora) Luca Boschi ha ritrovato nel suo archivio questa foto e, gentilmente, ce l&#8217;ha mandata. Risale al 2 luglio 1994, data indimenticabile per tutti i presenti che ebbero l&#8217;onore e il piacere di incontrare a Rapallo, ...</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Qualche tempo fa, il critico, saggista (e molto altro ancora) Luca Boschi ha ritrovato nel suo archivio questa foto e, gentilmente, ce l&#8217;ha mandata.<br />
Risale al 2 luglio 1994, data indimenticabile per tutti i presenti che ebbero l&#8217;onore e il piacere di incontrare a Rapallo,  nel ristorante dei fumetti <em>&#8220;U Giancu&#8221;,</em> un arzillo novantatrenne che ha fatto la storia del fumetto,   Carl Barks. Bottaro quando, qualche mese prima, venne a sapere da Bill Janocha, assistente di Mort Walker, che si stava progettando un viaggio in Italia di Barks, avvisò immediatamente<span id="more-2705"></span> il ristoratore Fausto Oneto che riuscì ad inserire nel tour una tappa a Rapallo.<br />
Abbiamo deciso di postare questo bel ritratto dei tre Maestri oggi  perchè  tutti e tre avrebbero festeggiato il compleanno in questi giorni. Luciano Bottaro, avrebbe compiuto 84 anni oggi, 16 novembre, stessa data di nascita di Giovan Battista Carpi, mentre Rebuffi è nato 7 novembre. Lo scorpione si è rivelato un segno zodiacale particolarmente  &#8220;prolifico&#8221; di autori di fumetti, infatti, solo nella sfera genovese, per nascita o per attività lavorativa, possiamo ricordare : Enzo Marciante e Gian Carlo Berardi (15 novembre), Franco Aloisi (16 novembre), Maria Luisa Uggetti (19 novembre).</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Pon Pon compie 60 anni</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Annabella Bottaro]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 02 Jan 2015 18:48:20 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>In realtà Pon Pon è stato creato da Bottaro nel 1954 mentre prestava il servizio militare a Orvieto, ma noi festeggiamo il suo 60° compleanno quest&#8217;anno, perchè la prima avventura è stata pubblicata il 2 gennaio 1955, su “Lo Scolaro” di Genova, rivista per ragazzi...</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">In realtà Pon Pon è stato creato da Bottaro nel 1954 mentre prestava il servizio militare a Orvieto, ma noi festeggiamo il suo 60° compleanno quest&#8217;anno, perchè la prima avventura è stata pubblicata il 2 gennaio 1955, su<em> “Lo Scolaro”</em> di Genova, rivista per ragazzi in cui hanno esordito nomi noti del fumetto italiano, come Aloisi, Carpi, Chierchini, Zamperoni.<br />
<strong><em>“Le monellerie di Sor Funghetto</em></strong>” è una breve storia di sei vignette, accompagnate da sottostanti didascalie in rima baciata, in cui accanto a Sor Funghetto compare<span id="more-2537"></span> la sorella Mamma Funga, che poi diventerà Colombina, i tre nipoti, nel tempo ridimensionati a uno, Pestello, e Pizzardone, l&#8217;intransigente vigile che Pon Pon incontrerà spesso sulla sua strada.<br />
Sor Funghetto, trasformatosi presto in Pon Pon, appare, anche se in maniera abbastanza sporadica, sul settimanale di Iro Stringa fino al 1971, anno di chiusura della testata, per passare poi sulle pagine de “Il Giornalino”, dove le sue avventure diventano un appuntamento fisso per molti giovani lettori, fino al 1994, per ritornare poi, dal 2000 al 2006, sul mensile G-Baby, sempre delle edizioni San Paolo.<br />
Le avventure di Pon Pon, per un certo periodo scritte anche da Carlo Chendi, via via si arricchiscono di nuovi comprimari che contribuiscono a vivacizzare la serie, e vengono tradotte anche in francese, per le pubblicazioni Bozo e Capt&#8217;ain Swing, dove apparivano con il nome di “Pon Pon le champignon”.<br />
<a href="https://www.lucianobottaro.it/wp-content/uploads/2015/01/news.jpg" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img fetchpriority="high" decoding="async" class="alignleft size-full wp-image-2538" src="https://www.lucianobottaro.it/wp-content/uploads/2015/01/news.jpg" alt="60 anni Pon Pon" width="300" height="250" srcset="https://www.lucianobottaro.it/wp-content/uploads/2015/01/news.jpg?v=1706123344 300w, https://www.lucianobottaro.it/wp-content/uploads/2015/01/news-288x240.jpg?v=1706123344 288w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></a>Per ragioni editoriali, Pon Pon è stato principalmente protagonista di gags autoconclusive, ma Bottaro preferiva storie più lunghe in cui esprimersi più liberamente,  come ha avuto la possibilità di realizzare, soprattutto negli utlimi periodi  dando vita a indimenticabili storie come “Il pillucchero rosa” (Il Giornalino n° 13/14 1991, “Fuga dallo zoo” (Il Giornalino n° 7 1993) o “Una storia lunga un anno”, stampata a puntate per tutto il 1989.<br />
Pon Pon è stato per anni mascotte della “Settimana dello Sport”, manifestazione che coinvolge tutte le scuole cittadine, e lo è tuttora del Volley Club.<br />
Nel 2001 è entrato a far parte della Grieco Collection con una bella statua da collezione in poliresina alta 18 cm.</p>
<p style="text-align: justify;">Per saperne di più su Pon Pon vi rimandiamo all&#8217;<a title="Nel mondo di Pon Pon" href="https://www.lucianobottaro.it/la-saggistica/nel-mondo-di-pon-pon/">articolo</a> scritto dal regista Antonio Farisi, in occasione dei 40 anni del funghetto antropomorfo.</p>
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		<title>Le origini di Geppo</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Annabella Bottaro]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 28 Oct 2013 20:03:16 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[intervista]]></category>
		<category><![CDATA[personaggi]]></category>
		<category><![CDATA[storia del fumetto bottariano]]></category>
		<category><![CDATA[storie]]></category>
		<category><![CDATA[2013]]></category>
		<category><![CDATA[Aloisi Franco]]></category>
		<category><![CDATA[Bianconi editore]]></category>
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		<category><![CDATA[Rw-edizioni Linea Chiara]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>&#160; L&#8217;annunciata uscita del volume “l Buon Diavolo Geppo, a cura di Rw-Edizioni Linea Chiara, ha riaperto, sul blog Retronika, la discussione sul ruolo rivestito da Luciano Bottaro nella nascita di questo personaggio. Per dare il nostro contributo alla questione, riportiamo la risposta che diede...</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: justify;">L&#8217;annunciata uscita del volume “<em><strong>l Buon Diavolo Geppo</strong></em>, a cura di <a title="Geppo Rwedizioni" href="http://www.rwedizioni.it/negozio/lineachiara/geppo-il-buon-diavolo/" target="_blank" rel="noopener">Rw-Edizioni Linea Chiara</a>, ha riaperto, sul blog <a title="Retronika" href="http://retronika.blogspot.it/2013/09/le-origini-di-geppo-di-sandro-dossi.html" target="_blank" rel="noopener">Retronika</a>, la discussione sul ruolo rivestito da Luciano Bottaro nella nascita di questo personaggio.<br />
Per dare il nostro contributo alla questione, riportiamo la risposta che diede lo stesso Bottaro a questo proposito &#8220;quella di Geppo è una storia curiosa: proverò a raccontarla. In una tavola di Aroldo, nel 1950 circa, avevo presentato una serie di diavoli che si auto-sponsorizzavano promettendo di comparire molto presto in un loro personale &#8220;cineromanzo&#8221;. Solo uno di loro, un diavoletto buffo e nero, fu da me introdotto in una versione comica di Robin Hood che, peraltro, non portai mai a compimento. Ma avevo parlato spesso di questo buon diavolone con Aloisi. Quando si trasferì a Genova ne parlò, a sua volta, con un soggettista di Cucciolo che propose il personaggio all&#8217;editore Bianconi.</p>
<p>Curiosamente l&#8217;editore inviò a me la prima sceneggiatura invitandomi a dar vita a questo buon diavolo. Sulle prime accettai e inviai una paginetta con alcuni schizzi del personaggio al quale avevo dato il nome GEP. In un secondo momento cambiai idea e scrissi a Bianconi che non mi andava di disegnare quel buon diavolone. Essendo poi molto impegnato con Pepito e gli altri caratteri della serie persi di vista il diavolone. Il nome GEP o GEPPE da me proposto era collegato a un noto personaggio di Rapallo, un buon diavolo, un uomo sfortunato che tutti conoscevano. Di più non so».</p>
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