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	<title>Scala Guido Archivi - Luciano Bottaro cartoonist</title>
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	<title>Scala Guido Archivi - Luciano Bottaro cartoonist</title>
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		<title>Allagalla riscopre Piper Maiopi</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Annabella Bottaro]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 24 Sep 2024 15:00:44 +0000</pubDate>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>A due anni di distanza dall&#8217;uscita di &#8220;<em>Fort Express e altre storie</em>&#8220;, la casa editrice <strong>Allagalla</strong> rispolvera un altra serie ambientata nel bizzarro west di Luciano Bottaro, <strong>Piper Maiopi</strong>.</p>
<p>Il protagonista è lo sceriffo Maiopi, un omino piccolo ma tenace che ha il compito di garantire la sicurezza dell&#8217;immaginaria cittadina <em>Mortadel Cit</em>y; affetto da un&#8217;importante miopia che non vuole ammettere, scambia sempre fischi per fiaschi dando origine a situazioni comiche e surreali soprattutto quando gli viene affiancato, come collaboratore, il sordo MacNamara.<br />
Il personaggio è stato creato, nel 1960 per la pubblicazione <strong>Oscar </strong>(<em>Ed. Fasani,</em>) da Bottaro che ha realizzato in proprio tutte le gags, pubblicate in IV di copertina e alcune storie per poi essere affiancato da <em>Carlo Chendi</em>, per i testi, e <em>Guido Scala</em>, per i disegni.<em><strong><br />
</strong></em></p>
<p>Questo volume, di 312 pagine, è una riproposta integrale di tutte le 16 storie esistenti e le gags realizzate negli anni sessanta, e da allora mai più ristampate, oltre ad alcune gags risalenti agli anni novanta, stampate poi su <em>Pon Pon Annual,</em> e alcune illustrazioni inedite<em>.<br />
</em>La mancanza delle tavole originali, presumibilmente andate distrutte con la cessazione dell&#8217;attività dell&#8217;editore, ha richiesto un lungo lavoro di restauro sulle scansioni fatte a partire dagli <em>Oscar</em>,  giornalini tutti presenti nell&#8217;archivio Bottaro, ma non sempre in ottime condizioni.</p>
<p>Per rimanere più fedeli alla pubblicazione originale e garantire un miglior risultato finale, i curatori <em>Roberto Guarino</em> e<em> Matteo Pollone</em>, in accordo con l&#8217;editore hanno deciso di mantenere l&#8217;alternanza di pagine bianco e nero e tavole a colori.<br />
Oltre ad una breve introduzione di Annabella Bottaro, la parte redazionale è affidata all&#8217;esperto di fumetti, o come preferisce definirsi lui &#8220;appassionato filologo&#8221;, Alberto Becattini.</p>
<p>Acquista <a href="http://www.allagalla.it/catalogo/fumetto-italiano/piper-maiopi/" target="_blank" rel="noopener">qui</a></p>
<p><strong>Il libro sarà presentato, in anteprima, a Rapallo il 29 Settembre alle ore 15.00, a Villa Queirolo, nell&#8217;ambito della manifestazione Rapalloonia.</strong></p>
<p>SCHEDA TECNICA<br />
Autore e disegnatore: Luciano Bottaro<br />
Dimensioni: 20×29,7 cm<br />
Copertina: brossura cucita con alette<br />
Pagine: 312 a colori<br />
Rilegatura: filo refe</p>
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		<title>Un secondo Trèsors de Picsou per Bottaro</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Annabella Bottaro]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 05 Apr 2024 07:28:15 +0000</pubDate>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>La copertina di &#8220;<strong>Les Trèsors de Picsou &#8211; Les grands Maitres de la bd Disney&#8221; HS</strong> n° 66, dove un satellite sghignazza alle spalle di un Zio Paperone e  un Paperino deformati lascia pochi dubbi sul fatto che,  anche questo speciale della pubblicazione Disney francese, come il precedente uscito a fine anno, sia dedicato a Luciano Bottaro.<br />
Le storie proposte in questo secondo volume sono state scelte dal capo redattore, <em>Jean-Baptiste Roux</em>, tra quelle realizzate da Bottaro tra il 1971 e il 1997, in parte pubblicate sulla testata <em>Almanacco di Topolino</em>.</p>
<p>In apertura troviamo &#8220;<em>L&#8217;histoire du portrait soustrait</em>&#8221; un soggetto proveniente dal <em>Disney Studio Americano</em> con il titolo &#8220;<em>The purloined Painting&#8221;</em>, sceneggiato e liberamente re-interpretato da Bottaro, in collaborazione con Carlo Chendi, con l&#8217;inserimento della sua città natale, e la famosa scena in cui Zio Paperone e Paperino atterranno sulla passeggiata a mare davanti al castello, appunto, di Rapallo.<br />
Pubblicata per la prima volta  nel 1972, è stata recentemente ristampata anche in Italia sul n° 18 della nuova versione dell&#8217;<em> Almanacco di Topolino</em>  Ed. <em>Panini, </em>dopo 42 anni di assenza con il titolo <strong>Zio Paperone e il ritratto sottratto</strong>.</p>
<p>Sempre su soggetto americano e destinate all&#8217; Almanacco sono anche le tre storie successive a cui Luciano Bottaro contribuisce solo con i disegni.<br />
&#8220;<em>Picsou et l&#8217;héritage controversé</em>&#8220;, in originale &#8220;<em>The Pot At The End Of The Treasure Hunt</em>&#8220;, sceneggiata da Chendi e pubblicata sull&#8217; Almanacco nel 1971 con il titolo <strong>Zio Paperone e l&#8217;eredità controversa</strong>, è un&#8217;avventura che gira intorno ad un tesoro sepolto in una spiaggia in cui appare anche Paperon de Paperoni in veste di pirata.</p>
<p>Si parla ancora di eredi nella storia giunta dall&#8217; America con il titolo &#8220;<em>Heir Restorer&#8221;,</em> in italiano <strong>Zio Paperone e i famelici eredi</strong><em>, </em>che in Francia viene tradotta sia con &#8220;<em>Oncle Picsou faux famélique!&#8221; </em>sia con &#8220;<em>En crise contre tous</em>&#8220;, come in questo caso.<br />
La storia, realizzata per l&#8217; Almanacco n° 175 del 1971, è stata scritta dallo statunitense <em>Dick Kinney</em>.</p>
<p>&#8220;<em>The Secret Of Redbeard&#8217;s Mountain</em>&#8220;, nel sommario francese &#8220;<em>Le secret de la montagne Barberousse</em>&#8221; è nata in America per poi essere sviluppata, in collaborazione, da alcuni componenti della cosidetta Scuola di Rapallo: Carlo Chendi per la sceneggiatura, Luciano Bottaro per le matite e Guido Scala per il ripasso. In <strong>Il segreto della Montagna di Barbarossa,</strong>  pubblicata nel 1972 e ambientata sui campi da golf frequentati dai miliardari Paperon de Paperoni e Rockerduck, fa la sua comparsa un personaggio molto amato da bottaro, il perfido Dottor Zantaf, conosciuto nel 1968 con &#8220;Paperino missione Zantaf&#8221;.</p>
<p>A chiudere due episodi degli anni &#8217;90, quando Bottaro, dopo un periodo di allontamento, si riavvicina come autore completo e con immutato entusiasmo all&#8217;universo disneyano realizzando memorabili storie che riprendono alcuni filoni e personaggi messi in scena nel passato.<br />
Con &#8220;<em>Craignez la terreur de Rebo</em>&#8220;, l&#8217;italiana <strong>Alla ricerca del Papero virtuale,</strong> recupera il malvagio <em>Rebo </em>e i simpatici gioviali che tornano protagonisti di una lunga avventura di 56 pagine, divisa in due episodi entrambi pubblicati, originariamente,  su <em>Topolino</em> n° 2085 (1995). A corredo della storia un&#8217;inedita tavola di apertura, proveniente dall&#8217; Archivio Bottaro e colorata dalla redazione di Picsou, che Bottaro, probabilmente non soddisfatto del risultato, non ha utilizzato per realizzare quella che tutti conosciamo.</p>
<p>E&#8217; di due anni dopo, 1997, &#8220;<em>Mission Jupiter</em>&#8220;, <strong>Paperino e l&#8217;invasione di Giove</strong> considerata  il vero e proprio seguito di &#8220;<em>Paperino e il razzo interplanetaria</em>&#8220;, la storia in cui Bottaro nel 1961 ha fatto esordire il personaggio di Rebo, il terribile dittatore di Saturno.</p>
<p>Il volume, di 180 pagne a colori, è arricchito da un apparato critico, ricco di foto e illustrazioni, che permette di approfondire la conoscenza dell&#8217;opera di Luciano Bottaro extra Disney, come potete vedere <a href="https://www.youtube.com/watch?v=Rqx0plSJe4I" target="_blank" rel="noopener">qui</a></p>
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		<title>Il carosello di Bottaro</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Annabella Bottaro]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 29 Apr 2021 15:40:41 +0000</pubDate>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Luciano Bottaro</strong> è conosciuto in Italia e all&#8217;Estero per la vasta galleria di personaggi che ha creato e per la sua produzione disneyana, ma molti ignorano che, nella sua cinquantennale carriera ha trovato anche il tempo di realizzare storie di personaggi di altri autori, che in varie epoche, gli venivano affidati dalle case editrici.</p>
<p>E&#8217; il caso di <strong><a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Toto_e_Tata">Toto e Tata</a>, </strong>due gemelli caratterizzati da occhi in negativo, iride bianco su cornea nera <em>(particolare sottolineato da Luca Boschi</em>), che tra un litigio e l&#8217;altro trascorrono le giornate giocando insieme e dando vita a situazioni avventurose.<br />
I due simpatici bambini, creati da <a href="https://carosello.tv/registi/paul-campani/"><strong>Paul Campani</strong></a> e <strong>Massimino Garnier</strong> negli anni sessanta per pubblicizzare i prodotti dolciari dell&#8217;azienda <em>Motta</em> attraverso delle brevi animazioni inserite all&#8217;interno di <em>Carosello, </em>riscuotono un tale successo da diventare protagonisti, insieme ad altri personaggi del noto contenitore televisivo, della pubblicazione <strong>Girandola TV</strong> edito da <em>Fasani Editore</em>.</p>
<p>Fasani, vista la mole di lavoro, affida la realizzazione di alcune storie di questi personaggi provenienti dall&#8217;animazione. anche a Bottaro e al suo gruppo (<em>Guido Scala</em>, <em>Gian Carlo Tonna</em>, <em>Carlo Bracci)</em>, che già collaborano con l&#8217;editore per la testata <em>Oscar.<br />
</em>La brevità e il ritmo della storie, che devono rispettare lo schema prefissato dell&#8217;animazione, non permettono a Bottaro di esprimersi al meglio e di rendere la sua mano riconoscibile rispetto a quella dei suoi collaboratori e dagli altri disegnatori, ma osservando attentamente il lettore noterà dei cubi con delle lettere inequivocabili B-O-T-T.</p>
<p>Stando alla cronologia redatta da ANAFI risulta che Bottaro, ha disegnato o comunque collaborato a un numero considerevole di storie Toto e Tata, come è possibile vedere <a href="https://www.lucianobottaro.it/le-cronologie/cronologia-edizioni-fasani/girandola-tv/">qui.</a></p>
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		<title>Intervista a Luciano Bottaro (2001)</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Annabella Bottaro]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 25 Nov 2018 09:16:13 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Quest&#8217;anno ricordiamo Luciano Bottaro, nel 12° anniversario della sua scomparsa, proponendo un&#8217;intervista realizzata da Alberto Cassani, nel 2001 per la pubblicazione Ink. Lasciamo la parola a Luciano&#8230; Lei è uno dei più prolifici autori di fumetti d&#8217;Italia, ma cosa l&#8217;ha spinta a lasciare gli studi...</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Quest&#8217;anno ricordiamo Luciano Bottaro, nel 12° anniversario della sua scomparsa, proponendo un&#8217;intervista realizzata da Alberto Cassani, nel 2001 per la pubblicazione <em>Ink</em>.<br />
Lasciamo la parola a Luciano&#8230;</p>
<p><span style="color: #1f78b3;">Lei è uno dei più prolifici autori di fumetti d&#8217;Italia, ma cosa l&#8217;ha spinta a lasciare gli studi di architettura per intraprendere questa professione?</span><br />
Fin da piccolo ho avuto un coinvolgimento in questo mondo immaginario, a partire dal primo albo di Rubino che ho sfogliato quando ancora non avevo compiuto i quattro anni. Però mi sarebbe riuscito difficile immaginare che, un giorno lontano, questo sarebbe stato il mio mestiere e la mia vita.</p>
<p><span style="color: #1f78b3;">Quando ha iniziato, si ispirava a qualcuno in particolare?</span><br />
Non ispirazione diretta vera e propria, solo grande ammirazione per molti autori italiani e stranieri. Citerò per primo <strong><em>Rubino,</em></strong> e poi <strong><em>Angoletta</em></strong> e <strong><em>Craveri</em></strong> tra gli italiani; <strong><em>Opper</em></strong>, <strong><em>Mc Manus</em></strong>, <strong><em>Dirks</em></strong>, <strong><em>Knerr</em></strong> tra gli americani. Per i Disneyani è d&#8217;obbligo citare <strong><em>Gottfredson</em></strong> e <strong><em>Barks.</em></strong></p>
<p><span style="color: #1f78b3;">All&#8217;inizio della sua carriera ha dato vita ad AROLDO IL BUCANIERE, più tardi ha creato PEPITO. Come mai questa sua passione per i pirati?</span><br />
Cavernicoli, Pirati, Streghe, Diavoli, Maghi, Alchimisti. Paladini, Cavalieri, ecc&#8230; sono sempre stati tra i miei personaggi ispiratori.</p>
<p><span style="color: #1f78b3;">Nel 1968 lei ha fondato lo <a href="https://www.lucianobottaro.it/la-biografia/lo-studio-bierreci/">Studio Bierreci</a> insieme a Giorgio Rebuffi e Carlo Chendi. Come è nata l&#8217;idea e come lavoravate insieme?</span><br />
Fin dai primi anni &#8217;50 è di fatto esisitito uno Studio Bottaro, composto inizialmente da me, <strong><em>Guido Scala</em></strong> e <strong><em>Franco Aloisi</em></strong>. Anni dopo si è unito a noi <strong><em>Carlo Chendi</em></strong>. Il mio sogno era quello di creare un Copyright che identificasse le nostre creazioni.<br />
Quando anche Rebuffi ci ha raggiunti in Riviera, ho pensato di fondare uno studio che fosse anche una realtà amministrativa. La sigla Studio Bierreci appare, per la prima volta, sul contratto firmato a Genova con l&#8217;AGIS il 18/12/68.<br />
Tale contratto era riferito alla nascita della rivista Redipicche, stampata in italiano e in francese nell&#8217;azienda grafica dell&#8217;editore <em>Iro Stringa</em>.</p>
<p><span style="color: #1f78b3;">Come è arrivato a lavorare per la Disney?</span><br />
All&#8217;epoca c&#8217;erano poche prospettive di lavoro nel campo del fumetto comico e al <em>Topolino</em> di Mondadori pagavano discretamente bene. Quando mi sono presentatato a <strong><em>Mario Gentilini</em></strong>, nel 1951, mi fu affidata una sceneggiatura di<strong><em> Guido Martina</em></strong>, che però non portai a termine.</p>
<p><span style="color: #1f78b3;">Lei ha realizzatouna delle più belle storie di Paperino <em>Il Dottor Paperus</em>. Ha scelto lei di dedicarsi ai Paperi piuttosto che ai Topi?</span><br />
Come ho detto, mi era stata affidata una sceneggiatura di Topolino per la quale avevo disegnato solo tre tavole. La prima storia che disegnai era di Paperino e mantenni sempre una preferenza per i paperi come erano visti da Carl Barks, con una specifica preferenza per <em>Paperon de Paperoni</em>. Per ciò che riguarda Topolino personaggio, ho sempre ritenuto ineguagliabile il lavoro di Floyd Gottfredson.</p>
<p><span style="color: #1f78b3;">WHISKY&amp;GOGO è una delle serie comiche dalle premesse più originali del fumetto italiano. Ricorda come nacque l&#8217;idea?</span><br />
I due personaggi, con nomi provvisori, erano da tempo in un cassetto. L&#8217;occasione per trarli dall&#8217;oblio e portarli alla luce si presentò quando un mio collega, al quale avevo affidato una mia sceneggiatura di <em>Pop&amp;Fuzzy</em>, me la riportò dicendo che non se la sentiva di disegnarla. Il quel momento, le Edizioni Alpe mi avevano invitato a studiare una serie western, e io utilizzai la storia rifiutata dal mio collega per iniziare una nuova serie. Proposi varie coppie di nomi, e fra queste fu scelto Whisky&amp;Gogo (i miei nomi preferiti erano Tobia e Giovannone)</p>
<p><span style="color: #1f78b3;">Tra l&#8217;altro aveva già affrontato a modo suo il mito del west con il SERGENTE BALDO. Cosa la spinse a creare questo personaggio?</span><br />
Uno dei miei ambienti preferiti è quello delle foreste canadesi e dei grandi laghi. E&#8217; per questo che è nato il Sergente Baldo.</p>
<p><span style="color: #1f78b3;">Lei ha, in qualche modo, anticipato le tematiche cosidette del &#8220;dopobomba&#8221; quando creò i POSTORICI nel 1950. Come le venne l&#8217;idea di questi personaggi?</span><br />
Come ho detto in precedenza, gli uomini delle caverne erano tra i miei eroi preferiti. Nel caotico Aroldo comparivano due bande di cavernicoli. Procedendo da questa esperienza mi divertii a disegnare una banda di rudi omaccioni della preistoria, a cui diedi il nome di Kolossantropi. Questi ultimi uniti a <em>Pinko</em>, <em>Ponko</em> e <em>Pitagora</em>, mi ispirarono una storia che realizzai per la Sagédition di Parigi, che editava da tempo Pepito. Per una questione di lunghezza, questa storia, restò per circa due anni in attesa di pubblicazione. Alla fine venne pubblicata su <em>Pepito Géant</em>, e a me balenò l&#8217;idea che questi cavernicoli potessero essere dei sopravvissuti alla guerra atomica.Inizialmente l&#8217;idea fu difficile da fare accettare all&#8217; allora boss della casa editrice di Parigi. Ma infine ci riuscii.</p>
<p><span style="color: #1f78b3;">Lei ancora realizza una tavola a settimana di PON PON. Come fa a trovare nuove idee per quel personaggio dopo 50 anni?</span><br />
Da poco ho ripreso Pon Pon (nato nel 1954) e posso dire che, per me, le idee non sono mai state un problema.</p>
<p><span style="color: #1f78b3;">Una delle sue creazioni più apprezzate, IL PAESE DELL&#8217;ALFABETO, è oggi praticamente introvabile. Come presenterebbe la serie al pubblico che non la conosce?</span><br />
Fu l&#8217;allora direttore del Corriere dei Piccoli, il compianto <em>Luciano Visentin</em>, a propormi una serie nella quale agissero le lettere dell&#8217;Alfabeto.<br />
Lui suggeriva di dare a questa serie un&#8217;ambientazione western. Questa soluzione mi pareva graficamente difficile e allora decisi di ispirarmi alla grafica del Redipicche. Era la strada giusta!<br />
Una volta trovata la cornice scenografica, il giochetto delle parole filò via senza problemi.</p>
<p><span style="color: #1f78b3;">Nelle sue storie per la Disney riprese il personaggio di REBO dalla bella serie di fantascienza &#8220;Saturno contro la Terra&#8221;. Come mai?</span><br />
Rebo è la caricatura del protagonista cattivo Saturno contro la Terra, come il Dottor Paperus lo è del Dottor Faust di <em>Albertarelli</em>.<br />
Tutte cose che mi avevano colpito, naturalmente insieme ad altre, nel giornale Topolino del&#8217;anteguerra. Nella scia di queste letture di ragazzo, io presentai un progetto di storia che ricreava l&#8217;atmosfera emanata dalle pagine di quel periodico. La mia idea non fu accettata perchè ritenuta di problematica realizzazione. Ammesso che si sia salvato dai vari saccheggi, forse, questo progetto riposa ancora oggi nel profondo di qualche cassetto.</p>
<p><span style="color: #1f78b3;">Le sue storie sono sempre connotate da una grossa componente surreale. Come mai?</span><br />
Difficile a dirsi. Agli inizi ho cercato di disegnare molte cose di tipo veristico, ma l&#8217;innata propensione al caricaturale e alle deformazioni mi ha sempre impedito di ottenere risultati anche minimamente soddisfacenti. Sono passato quindi, in modo definitivo, al genere comico.</p>
<p><span style="color: #1f78b3;">Tra l&#8217;altro, alcune sue vignette sembrano dei quadri di Picasso.</span><br />
Troppo onore!</p>
<p><span style="color: #1f78b3;">Lei ha sempre prestato molta attenzione ai dialoghi, non solo alla battuta finale, ma anche allo spessore &#8220;letterario&#8221; delle parole, rendendo divertenti tutti i balloon, spesso dando dei nomi buffi ai personaggi. Non crede che questo manchi un po&#8217; agli autori di oggi?</span><br />
I dialoghi sono un elemento molto importante, e ho sempre cercato di caratterizzarli utilizzando elementi dialettali, parlate strane e caricature di lingue straniere. Ciò corrisponde un po&#8217; a quello che avviene nei disegni animati dove le voci azzeccate aggiungono carattere ai personaggi che vengono doppiati</p>
<p><span style="color: #1f78b3;">Ho sentito che è in preparazione una serie a cartoni animati tratta dal suo REDIPICCHE. Ce ne parla?</span><br />
La realizzazione dei disegni animati di Redipicche ha incontrato ogni genere di difficoltà, per cui, al momento, preferisco non parlarne. Vedremo!</p>
<p><span style="color: #1f78b3;">C&#8217;è un personaggio a cui lei è legato maggiormente?</span><br />
Mi sono tutti cari come vecchi amici, specialmente Pon Pon perchè mi assomiglia.</p>
<p><span style="color: #1f78b3;">Lei è stato all&#8217;avanguardia anche con le nuove tecnologie: ha prodotto una sua versione di <a href="https://www.lucianobottaro.it/2018/04/26/pinocchio-protagonista-di-un-cd-rom-interattivo/">PINOCCHIO in CD-ROM</a>. Ha in mente progetti simili?</span><br />
Certamente si: i progetti sono sempre tanti (troppi). Purtroppi per realizzarli c&#8217;è bisogno sempre di fare una corsa a ostacoli.</p>
<p><span style="color: #1f78b3;">E per quanto riguarda i suoi fumetti, cosa ci riserva il futuro?</span><br />
Nell&#8217;Almanacco di Post, uscito recentemente, ho proposto varie novità, oltre al recupero di personaggi del passato. Mi auguro che il futuro mi riservi la possibilità di portare a termine le cose a cui sto lavorando.</p>
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<p>L'articolo <a href="https://www.lucianobottaro.it/2018/11/25/intervista-a-luciano-bottaro-2001/">Intervista a Luciano Bottaro (2001)</a> proviene da <a href="https://www.lucianobottaro.it">Luciano Bottaro cartoonist</a>.</p>
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		<title>L&#8217;unica storia Disney di Bottaro del 1976</title>
		<link>https://www.lucianobottaro.it/2017/07/12/lunica-storia-disney-di-bottaro-del-1976/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Annabella Bottaro]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 12 Jul 2017 18:10:52 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>E&#8217; curioso vedere che tra le storie scelte per il nuovo numero della collana I Migliori Anni Disney (n°17), dedicato al 1976, ci sia l&#8217;unica storia realizzata da Luciano Bottaro per la Disney in quell&#8217;anno,&#8220;Paperino e l&#8217;audace colpo dei mini-bassotti&#8221;. Negli anni Settanta, Bottaro riduce,...</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">E&#8217; curioso vedere che tra le storie scelte per il nuovo numero della collana<em><strong> I Migliori Anni Disney (n°17), </strong></em>dedicato al 1976, ci sia l&#8217;unica storia realizzata da Luciano Bottaro per la Disney in quell&#8217;anno,<em><strong>&#8220;Paperino e l&#8217;audace colpo dei mini-bassotti&#8221;</strong>.</em> Negli anni Settanta, Bottaro riduce, in maniera evidente, la sua produzione disneyana, e le poche storie che realizza, spesso, sono in collaborazione con altri autori, come in questo caso, dove le matite sono affidate alla mano di Tiberio Colantuoni. </p>
<p>Oggetto di recenti ristampe anche<span id="more-3016"></span> su <em>Grandi Classici Disney</em> e <em>Super Disney</em>,  &#8220;Paperino e l&#8217;audace colpo dei mini bassotti&#8221; è il quarto episodio in cui Bottaro propone unpersonaggio malvagio che amava molto  il Dottor Zantaf. In precedenza lo scienziato folle, creato da Bottaro nel 1968, è apparso nella storia d&#8217;esordio, &#8220;Paperino missione Zantaf&#8221;, sceneggiata in collaborazione con Carlo Chendi,  l&#8217;anno successivo ritorna in &#8220;Il ritorno di Zantaf&#8221; (testo e disegni di Bottaro), e nel 1972 viene inserito in un soggetto di Disney Studio, &#8220;The Secret Of Redbeard&#8217;s Mountain&#8221;,  in italiano &#8220;Zio Paperone e la montagna di Barbarossa&#8221;, sceneggiato da Chendi e disegnato da Bottaro con l&#8217;aiuto di Guido Scala per le chine.</p>
<p>Lasciato in un cassetto per circa vent&#8217;anni, l&#8217;autore ligure, ripesca Zantaf per altre due storie, &#8220;Paperino e l&#8217;invasione di Giove&#8221; (1997) e &#8220;Zio Paperone sul trabiccolo&#8221;, ultima storia disneyana frimata Bottaro e pubblicata postuma su &#8220;Maestri Disney&#8221; nel 2007.</p>
<p>Oltre alla scelta delle storie più rappresentative dell&#8217;anno, il bimestrale ci ricorda alcuni i fatti più importanti che hanno caratterizzato il 1976 come  la pubblicazione del primo numero de La Repubblica, o la vincita degli Internazionali di tennis per Adriano Panatta, per quanto riguarda l&#8217;Italia, mentre in America sarà ricordato per la nascita di Apple Computer, fondata da Steve Jobs e Steve Wozniak.</p>
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		<title>Buon compleanno Postorici!</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Annabella Bottaro]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 30 Jun 2017 16:58:56 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>E&#8217; sempre difficile stabilire con esattezza la nascita dei personaggi di Bottaro, perchè raramente l&#8217;anno di creazione coincide con quello di pubblicazione. Per quanto riguarda i Postorici si considera il 1957, l&#8217;anno in cui sul trimestrale Pepito Magazine, edito da Sagédition, viene pubblicato il primo...</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.lucianobottaro.it/2017/06/30/buon-compleanno-postorici/">Buon compleanno Postorici!</a> proviene da <a href="https://www.lucianobottaro.it">Luciano Bottaro cartoonist</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">E&#8217; sempre difficile stabilire con esattezza la nascita dei personaggi di Bottaro, perchè raramente l&#8217;anno di creazione coincide con quello di pubblicazione. Per quanto riguarda i Postorici si considera il <strong>1957</strong>, l&#8217;anno in cui sul trimestrale <strong><em>Pepito Magazine</em></strong>, edito da Sagédition, viene pubblicato il primo episodio, scritto e disegnato da Luciano Bottaro, di questa serie che, inizialmente, portava il nome dei due protagonisti, <strong><em>Pinko e Ponko</em></strong>. Ma la genesi è un po&#8217; più articolata.<br />
Bottaro realizza questa storia, <em>&#8220;Et tout ça pour une mouche!&#8221;</em>, circa due anni prima, partendo da un&#8217;idea abbozzata già nel 1950, ma rimane nei cassetti della casa editrice francese perchè<span id="more-2996"></span> supera di quattro pagine la lunghezza standard prevista dalla pubblicazione. Nel frattempo egli scrive un&#8217; altra avventura, in linea con le direttive dell&#8217;editore,  che affida però alla matita di Franco Aloisi e che viene pubblicata due mesi prima dell&#8217;altra.</p>
<p style="text-align: justify;">&#8220;<em>Qualche tempo più tardi</em> &#8211; racconta Bottaro in un&#8217; intervista a HOP! &#8211; <em>mi è venuto in mente che questi uomini delle caverne potessero benissimo essere dei sopravvissuti alla bomba atomica. Pitagora è il primo di loro a rendersi conto che vivevano in un mondo ricostruito sulle ceneri di un conflitto che ha distrutto la nostra civiltà. All&#8217;inizio fu difficile far accettare l&#8217;idea al direttore della Sagédition, a tal punto che la prima storia che ha accettato è stata tradotta oscurando quest&#8217; aspetto post-storico&#8230;</em>&#8220;.</p>
<p style="text-align: justify;">Guido Scala e Carlo Bracci, a volte su testi di Carlo Chendi, sono gli altri due autori,  oltre al già citato Aloisi, che affiancano l&#8217;autore rapallese in questa prima fase di pubblicazione su Pepito, che si protrae per una decina di anni. Bottaro prosegue &#8220;..<em>.L&#8217;idea di questi bizzarri archeologi, che dissoterrano e scoprono i resti della nostra civiltà, mi intrigavano molto e per questo proposi I Postorici per il mensile WHISKY&amp;GOGO<strong>, </strong>che era in fase di studio&#8221;<strong>. </strong></em></p>
<p style="text-align: justify;">E così dopo un breve periodo di assenza, nei primi anni Settanta, la serie ritorna sul trimestrale francese <em><strong>Whisky&amp;Gogo</strong></em>, con nuovi episodi dallo stile grafico più maturo e pulito, ribattezzata<em><strong> I Postorici</strong></em>. In Italia alcuni episodi vengono pubblicati sul il settimanale <em><strong>Corriere dei Ragazzi</strong></em>.<br />
Dunque possiamo dire che quest&#8217;anno i Postorici festeggiano 60 anni&#8230; auguri!</p>
<p>Per un approfondimento sui Postorici, vi rimandiamo all&#8217;<a title="I postorici" href="https://www.lucianobottaro.it/i-personaggi/i-postorici/">articolo</a> di Marco Della Croce.</p>
<p style="text-align: justify;">
<p>L'articolo <a href="https://www.lucianobottaro.it/2017/06/30/buon-compleanno-postorici/">Buon compleanno Postorici!</a> proviene da <a href="https://www.lucianobottaro.it">Luciano Bottaro cartoonist</a>.</p>
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		<title>Copertina di Pepito in asta</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Annabella Bottaro]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 29 Apr 2016 07:24:33 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Un amico ci scrive per segnalarci che in un&#8217;asta online c&#8217;è una copertina di Pepito attribuita a Luciano Bottaro e ci chiede un nostro parere a proposito dell&#8217;autenticità della tavola. Dopo una breve ricerca e qualche confronto tra le storie di Pepito disegnate da Bottaro...</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.lucianobottaro.it/2016/04/29/copertina-di-pepito-in-asta/">Copertina di Pepito in asta</a> proviene da <a href="https://www.lucianobottaro.it">Luciano Bottaro cartoonist</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Un amico ci scrive per segnalarci che in un&#8217;asta online c&#8217;è una copertina di Pepito attribuita a Luciano Bottaro e ci chiede un nostro parere a proposito dell&#8217;autenticità della tavola.<br />
Dopo una breve ricerca e qualche confronto tra le storie di Pepito disegnate da Bottaro e quelle disegnate dai suoi collaboratori, siamo arrivati a una conclusione.</p>
<p>Il disegno è sicuramente l&#8217;originale, più indicazione di colore su carta velina, come si usava all&#8217;epoca,  della copertina di <strong><em>Pepito poche</em> </strong>n° 9 del 1975, ma l&#8217;autore è Guido Scala, disegnatore anche della storia<span id="more-2816"></span> in apertura di fascicolo, &#8221; Île au trésor&#8230; volant &#8220;.</p>
<p>Tra i vari <a title="autori pepito" href="https://www.lucianobottaro.it/i-personaggi/pepito/gli-autori-di-pepito/">autori</a> che hanno affiancato Bottaro nella produzione dei suoi personaggi, Scala è, probabilmente, quello con il tratto più simile a quello del Maestro e questo spesso può generare dubbi che solo un&#8217;analisi più attenta, mettendo a confronto gli stessi personaggi disegnati dai due autori, può dissipare.</p>
<p>Un piccolo indizio per riconoscere una copertina di Pepito disegnata da Bottaro è la presenza, non sempre evidente, di una delle sue caratteristiche coccinelle.<br />
Il venditore include nel prezzo anche un bozzetto con la scritta &#8220;studio Bottaro&#8221; difficilmente attribuibile ai due autori.</p>
<p>AGGIORNAMENTO:</p>
<p><a href="http://www.comicartfans.com/GalleryPiece.asp?Piece=1314658" target="_blank" rel="noopener">http://www.comicartfans.com/GalleryPiece.asp?Piece=1314658</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.lucianobottaro.it/2016/04/29/copertina-di-pepito-in-asta/">Copertina di Pepito in asta</a> proviene da <a href="https://www.lucianobottaro.it">Luciano Bottaro cartoonist</a>.</p>
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		<title>&#8220;Archimede contro Nocciola&#8221; su I Migliori Anni Disney 1962</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Annabella Bottaro]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 18 Mar 2015 09:10:55 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Ancora una volta è Nocciola, la simpatica strega ideata da Carl Barks e che, grazie a Bottaro, è  diventata uno dei personaggi più irresisitibili del panorama disneyano, la protagonista della storia di Luciano Bottaro scelta per il nuovo numero de I Migliori Anni Disney (n°...</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.lucianobottaro.it/2015/03/18/archimede-contro-nocciola-su-i-migliori-anni-disney-1962/">&#8220;Archimede contro Nocciola&#8221; su I Migliori Anni Disney 1962</a> proviene da <a href="https://www.lucianobottaro.it">Luciano Bottaro cartoonist</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify">Ancora una volta è <em><a title="Strega Nocciola" href="https://www.lucianobottaro.it/i-personaggi/nocciola/">Nocciola</a></em>, la simpatica strega ideata da Carl Barks e che, grazie a Bottaro, è  diventata uno dei personaggi più irresisitibili del panorama disneyano, la protagonista della storia di Luciano Bottaro scelta per il nuovo numero de<strong><em> I Migliori Anni Disney (n° 3)</em></strong>. Dopo <em>&#8220;Pippo e la fattucchiera&#8221;,</em> pubblicata nel I° volume della pubblicazione dedicato all&#8217;anno 1960, tra le storie più rappresentative del 1962 troviamo <em>&#8220;Archimede contro Nocciola&#8221;</em>. In questo episodio Nocciola, in missione sulla Terra per convincere il genere umano della superiorità della magia sulla scienza, si scontra con Archimede Pitagorico che, naturalmente, sostiene il contrario. In un susseguirsi di esperimenti<span id="more-2573"></span> da una parte e magie dall&#8217;altra i due cercano di dimostrare le loro teorie.<br />
Scritta da Carlo Chendi la storia è stata disegnata da Bottaro in collaborazione con Guido Scala ed è apparsa, per la prima volta su Topolino n° 352. Sono seguite ristampe oltre che in Italia, anche in Brasile, Colombia, Spagna, Francia e Yugoslavia. I principali fatti del 1962 e una bella copertina di Alessandro Perina in cui i paperi vestono i panni dei Beatles completano il volume.</p>
<p style="text-align: justify">
<p>L'articolo <a href="https://www.lucianobottaro.it/2015/03/18/archimede-contro-nocciola-su-i-migliori-anni-disney-1962/">&#8220;Archimede contro Nocciola&#8221; su I Migliori Anni Disney 1962</a> proviene da <a href="https://www.lucianobottaro.it">Luciano Bottaro cartoonist</a>.</p>
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		<title>Una folle storia su Grandi Classici Disney</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Annabella Bottaro]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 29 Jan 2015 15:43:48 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Anche l&#8217;attuale numero di Grandi Classici Disney (n° 339), ci offre la possibilità di rileggere una storia realizzata da Luciano Bottaro qualche tempo fa, precisamente nel 1965, per Topolino (n° 523). Scritta dallo sceneggiatore Gian Giacomo Dalmasso, &#8220;Qui Quo Qua e il folle folle folle...</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify">Anche l&#8217;attuale numero di <strong><em>Grandi Classici Disney</em></strong> (n° 339), ci offre la possibilità di rileggere una storia realizzata da Luciano Bottaro qualche tempo fa, precisamente nel 1965, per <em>Topolino</em> (n° 523). Scritta dallo sceneggiatore Gian Giacomo Dalmasso, &#8220;Qui Quo Qua e il folle folle folle folle rapimento&#8221; (scritto proprio 4 volte) è stata disegnata a quattro mani da Bottaro e Guido Scala. Scala, infatti, diventato poi un autore affermato, ha iniziato la sua attività disneyana collaborando alle storie di Bottaro a volte occupandosi delle matite, come, probabilmente in questo caso, altre degli inchiostri.<br />
Protagonisti indiscussi di questa divertente avventura sono i Bassotti che, per &#8220;scucire&#8221; dei soldi a Zio Paperone escogitano il rapimento Qui Quo Qua, sottovalutando l&#8217;intelligenza dei tre nipoti<span id="more-2563"></span> che riescono sempre a cavarsela in ogni situazione, ricorrendo spesso agli insegnamenti del <em>Manuale delle Giovani Marmotte</em>.</p>
<p>Il volume in edicola è particolarmente interessante per la ristampa di due storie considerate rare: &#8220;Topolino e l&#8217;isola dei pagliacci&#8221; (1952) con i disegni di Michele Rubino, figlio del grande Antonio, e &#8220;Topolino e la chiave smarrita&#8221; (1950).</p>
<p style="text-align: justify">
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		<title>Bottaro, Scala e &#8220;Pippo e l&#8217;India in agguato&#8221;</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Annabella Bottaro]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 30 Dec 2013 16:44:44 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[disegni]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Nel sommario di Disney Big n°68 troviamo “Pippo e l&#8217;India in agguato”, disegnata da Luciano Bottaro e Guido Scala, su testo di Carlo Chendi, e pubblicata nel 1962 su Topolino (n° 346). La storia è stata realizzata nel periodo in cui Bottaro, impegnato sia sul...</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.lucianobottaro.it/2013/12/30/bottaro-scala-e-pippo-e-lindia-in-agguato/">Bottaro, Scala e &#8220;Pippo e l&#8217;India in agguato&#8221;</a> proviene da <a href="https://www.lucianobottaro.it">Luciano Bottaro cartoonist</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_2318" style="width: 310px" class="wp-caption alignleft"><a href="https://www.lucianobottaro.it/img/img-gif/char/disney/storie/india.gif" target="_blank" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img fetchpriority="high" decoding="async" aria-describedby="caption-attachment-2318" class="size-full wp-image-2318" alt="la prima vignetta" src="https://www.lucianobottaro.it/wp-content/uploads/2013/12/la-prima-vignetta.jpg" width="300" height="225" /></a><p id="caption-attachment-2318" class="wp-caption-text">la prima vignetta</p></div>
<p style="text-align: justify;">Nel sommario di <em><strong>Disney Big</strong></em> n°68 troviamo “Pippo e l&#8217;India in agguato”, disegnata da Luciano Bottaro e Guido Scala, su testo di Carlo Chendi, e pubblicata nel 1962 su <em><strong>Topolino</strong></em> (n° 346).<br />
La storia è stata realizzata nel periodo in cui Bottaro, impegnato sia sul fronte disneyano che nella produzione di storie proprie, per rispettare le date di consegna si avvaleva dell&#8217;aiuto di valenti collaboratori, il cui contributo non sempre è facilmente riconoscibile, se non da occhi più esperti.<br />
In occasione della <span id="more-2311"></span>ristampa di questa storia su <em><strong>Grandi Classici Disney</strong></em> (n° 251 – 2007), Luca Boschi nel suo<em> <a title="blo Luca Boschi" href="http://lucaboschi.nova100.ilsole24ore.com/" target="_blank">blog</a> </em>scriveva:</p>
<p style="text-align: justify;">«&#8230;<em>La domanda (e il divertimento) stanno nello scoprire dove inizia l&#8217;apporto dell&#8217;uno e dove termina quello dell&#8217;altro. Per esempio, le prime tre tavole sono &#8220;puro Bottaro&#8221; (e naturalmente anche altre in seguito), ma i personaggi secondari dalla ventesima tavola in poi, e l&#8217;impostazione delle vignette, nonché qualche fisionomia di Pippo, rimandano indubitabilmente a Scala. Chi vuol continuare a fare deduzioni e illazioni?</em>».</p>
<p style="text-align: justify;">E Marcobar rispondeva:</p>
<p style="text-align: justify;">«&#8230; <em>&#8220;Pippo e l&#8217;India in agguato&#8221;, è la prima opera disneyana ufficialmente attribuita a Gido Scala in Inducks. Però solo come inchiostri, e ciò in seguito a una corrispondenza che a suo tempo ebbi con Bottaro, il quale mi mandò il dettaglio di matite e inchiostri per ogni singola storia che Fossati gli attribuiva su &#8220;IF&#8221;. Bottaro, ahimé, scriveva &#8220;a memoria&#8221;, quindi non va preso come infallibile, però non dovremmo comunque trascurare il suo parere di allora. E tale parere era che Scala si era occupato delle CHINE, non delle matite. Ora, che la storia non sia tutta di Bottaro è fuor di dubbio. Nella ventesima e ventunesima pagina le matite certamente non sono sue, ma posso permettermi di dubitare su Scala? E se fossero invece di Marciante o Colantuoni o qualcun altro del gruppo che gravitava attorno a Bottaro? Se andiamo a guardare i comprimari di Scala, quelli ufficialmente attribuitigli nelle storie successive (a partire dal &#8220;signor Scherzo&#8221;) li vediamo secondo me diversi. Inoltre, certi errori di &#8220;proporzioni&#8221; mi sembrano suggerire che forse Bottaro si sia concentrato su Pippo lasciando (ad es. alle pagine 23-24-25) ad altri (ma non necessariamente a Scala) i comprimari. In ogni caso, non c&#8217;è dubbio che una precisa attribuzione delle matite per le storie bottariane degli anni &#8217;60 sia quanto meno assai</em> problematica&#8230;».<br />
<em></em><em></em><br />
La nostra opinione, pur non essendo in grado di stabilire se siano sue le matite o le chine, è che l&#8217;autore in questione, come scriveva Bottaro, sia Guido Scala, escludendo sia Marciante, che all&#8217;epoca non era ancora in contatto con il gruppo di Rapallo, sia Tiberio Colantuoni. Qualsiasi altra opinione è ben accetta.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.lucianobottaro.it/2013/12/30/bottaro-scala-e-pippo-e-lindia-in-agguato/">Bottaro, Scala e &#8220;Pippo e l&#8217;India in agguato&#8221;</a> proviene da <a href="https://www.lucianobottaro.it">Luciano Bottaro cartoonist</a>.</p>
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