Big Tom è un omino, caratterizzato dall’immancabile sigaro in bocca, la bombetta in testa, le mani in tasca e l’immutata espressione di chi non si scompone davanti a nessuna situazione. Il debutto di questo personaggio è legato ad un’altra creazione bottariana: nel 1969, il Maestro di Rapallo, ultimando una storia di Joe (Gio) Polpetta, destinata al bimestrale Redipicche, si rese conto che il soggetto era un po’ debole e decise così di affiancare al suo vagabondo lo scroccone Big Tom.

Se Gio Polpetta è un ingenuo che crede ciecamente nell’amicizia, Big Tom, al contrario, è un egoista, astuto, sempre pronto a studiare nuovi stratagemmi, spesso sfruttando il compagno, per non lavorare e vivere a sbafo, due diverse filosofie di vita che, alla fine, porteranno alla loro separazione.

una copertina di Fort Express


una copertina di Fort Express

La scelta si rivelò vincente, la serie acquistò tono e il sodalizio tra i due character proseguì per parecchi anni. Dal 1973, infatti, i due amici riappaiono sul Corriere dei Piccoli nella serie ribattezzata, per volere dell’allora direttore, Fort Express, non più ambientata nel Far West, ma in un fortino militare dell’ovest americano. Collaborano, in questo periodo, anche i disegnatori Maria Luisa Uggetti e Tiberio Colantuoni e lo sceneggiatore Carlo Chendi.

In seguito Big Tom proseguirà il suo cammino da solo: Luciano Bottaro ne farà infatti l’unico protagonista di una quarantina di strip scritte per l’occasione dallo sceneggiatore Giancarlo Berardi e pubblicate dall’editore Cenisio nel 1976. Nel 1979 anche Lanciostory, storico settimanale delle edizioni Eura, pubblicò alcune avventure di Big Tom. Infine, il pesonaggio troverà ospitalità nel 1986, nei primi sei numeri del mensile Pepito, edito dalla Bianconi.