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	<title>Redipicche Archivi - Luciano Bottaro cartoonist</title>
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	<title>Redipicche Archivi - Luciano Bottaro cartoonist</title>
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		<title>Un nuovo articolo nella sezione &#8220;Saggistica&#8221;</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Annabella Bottaro]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 30 Nov 2022 08:54:23 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>La pagina della saggistica, aperta a tutti gli appassionati che desiderano condividere articoli su Luciano Bottaro e le sue opere, si arricchisce di un nuovo articolo che riguarda l&#8217;infelice destino che ha accompagnato tutti i progetti di cartoni animati di Bottaro: Luciano Bottaro e l&#8217;animazione:...</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>La pagina della saggistica, aperta a tutti gli appassionati che desiderano condividere articoli su Luciano Bottaro e le sue opere, si arricchisce di un nuovo articolo che riguarda l&#8217;infelice destino che ha accompagnato tutti i progetti di cartoni animati di Bottaro: <a href="https://www.lucianobottaro.it/la-saggistica/luciano-bottaro-e-lanimazione-un-sogno-nel-cassetto/" target="_blank" rel="noopener"><strong>Luciano Bottaro e l&#8217;animazione: un sogno nel cassetto</strong></a>.</p>
<p>Bottaro, incuriosito ed affascinato dal magico mondo dell&#8217;animazione, ha sempre avuto il desiderio di vedere uno dei suoi personaggi protagonista di un cartone animato come lo testimoniano i numerosi tentativi fatti a partire dagli anni &#8217;50, che <strong>Gabriele Di Martino</strong> ha raccolto, con dovizia di particolari e citazioni delle fonti, in quest&#8217;interessante articolo che aggiunge un tassello alla carriera dell&#8217;artista.</p>
<p><strong>Gabriele </strong>è una persona molto speciale che, nonostante la sua giovane età (non ha ancora compiuto sedici anni), ha una grande passione per i fumetti e, in particolare, per Bottaro.<br />
La sua immesa conoscenza di Bottaro ha sbalordito tutti quelli che, come noi, hanno avuto la fortuna di parlargli lo scorso mese di ottobre quando insieme alla sua bella famiglia, è volato dalla Sardegna a Rapallo espressamente per visitare la mostra dedicata allo Studio Bierreci (con inevitabile tappa al ristorante dei fumetti <em>U Giancu</em>).</p>
<p>Grazie Gabriele!</p>
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		<title>Lola nel paese dei colori</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Annabella Bottaro]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 17 Feb 2020 09:20:25 +0000</pubDate>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Luciano Bottaro, fin dagli inizi della sua carriera, ha dimostrato curiosità ed interesse verso il mondo dell&#8217;animazione, accettando sempre con grande entusiasmo le proposte che ha ricevuto di animare uno dei suoi personaggi.<br />
Dalla Francia e dall&#8217;Italia, negli anni,  alcuni studi di animazione hanno mostrato interesse per <strong><em>Pepito</em></strong>, <strong><em>Pon Pon</em></strong>, <strong><em>Redipicche</em></strong>,<strong><em> I Postorici</em> </strong>ma, dopo la fase preparatoria,  per le ragioni più disparate, dalla mancanza di finanziamenti all&#8217;interferenza del Gruppo Danone, nessuno dei progetti ha mai avuto seguito.</p>
<p>Il primo tentativo di animazione di Bottaro risale al 1959 quando, insieme ai colleghi <em>Carlo Chendi</em> e <em>Giulio Chierchini</em>, allestisce nel suo garage una sorta di studio molto artigianale per realizzare un provino di <em><strong><a href="https://www.lucianobottaro.it/2010/03/11/lola-e-otello/">Lola e Otello</a>, </strong></em>in cui la giovane sognatrice e l&#8217;inseparabile gatto fanno un&#8217;incursione nel fantastico mondo dei colori, trama che probabilmente, successivamente, ha ispirato la storia &#8220;La vernice reale&#8221; pubblicata nel 1961 su<strong><em> Oscar-Strenna estiva </em></strong>e, in anni più recenti, scelta e restaurata da <em>Luca Boschi</em> per il volume<strong><em> I Magnifici &#8211; Bottaro </em></strong>(Ed. Comma 22 &#8211; 2011).</p>
<p>Di questo pioneristico esperimento pensavamo si fosse conservata solo la pellicola 16mm, invece in questi giorni abbiamo ritrovato altro materiale ma, a causa del cattivo stato di conservazione si è deteriorato quasi totalmente ad eccezione di alcuni sfondi e model sheet disegnati dallo stesso Bottaro.</p>
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		<title>Intervista a Luciano Bottaro (2001)</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Annabella Bottaro]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 25 Nov 2018 09:16:13 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Quest&#8217;anno ricordiamo Luciano Bottaro, nel 12° anniversario della sua scomparsa, proponendo un&#8217;intervista realizzata da Alberto Cassani, nel 2001 per la pubblicazione Ink. Lasciamo la parola a Luciano&#8230; Lei è uno dei più prolifici autori di fumetti d&#8217;Italia, ma cosa l&#8217;ha spinta a lasciare gli studi...</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Quest&#8217;anno ricordiamo Luciano Bottaro, nel 12° anniversario della sua scomparsa, proponendo un&#8217;intervista realizzata da Alberto Cassani, nel 2001 per la pubblicazione <em>Ink</em>.<br />
Lasciamo la parola a Luciano&#8230;</p>
<p><span style="color: #1f78b3;">Lei è uno dei più prolifici autori di fumetti d&#8217;Italia, ma cosa l&#8217;ha spinta a lasciare gli studi di architettura per intraprendere questa professione?</span><br />
Fin da piccolo ho avuto un coinvolgimento in questo mondo immaginario, a partire dal primo albo di Rubino che ho sfogliato quando ancora non avevo compiuto i quattro anni. Però mi sarebbe riuscito difficile immaginare che, un giorno lontano, questo sarebbe stato il mio mestiere e la mia vita.</p>
<p><span style="color: #1f78b3;">Quando ha iniziato, si ispirava a qualcuno in particolare?</span><br />
Non ispirazione diretta vera e propria, solo grande ammirazione per molti autori italiani e stranieri. Citerò per primo <strong><em>Rubino,</em></strong> e poi <strong><em>Angoletta</em></strong> e <strong><em>Craveri</em></strong> tra gli italiani; <strong><em>Opper</em></strong>, <strong><em>Mc Manus</em></strong>, <strong><em>Dirks</em></strong>, <strong><em>Knerr</em></strong> tra gli americani. Per i Disneyani è d&#8217;obbligo citare <strong><em>Gottfredson</em></strong> e <strong><em>Barks.</em></strong></p>
<p><span style="color: #1f78b3;">All&#8217;inizio della sua carriera ha dato vita ad AROLDO IL BUCANIERE, più tardi ha creato PEPITO. Come mai questa sua passione per i pirati?</span><br />
Cavernicoli, Pirati, Streghe, Diavoli, Maghi, Alchimisti. Paladini, Cavalieri, ecc&#8230; sono sempre stati tra i miei personaggi ispiratori.</p>
<p><span style="color: #1f78b3;">Nel 1968 lei ha fondato lo <a href="https://www.lucianobottaro.it/la-biografia/lo-studio-bierreci/">Studio Bierreci</a> insieme a Giorgio Rebuffi e Carlo Chendi. Come è nata l&#8217;idea e come lavoravate insieme?</span><br />
Fin dai primi anni &#8217;50 è di fatto esisitito uno Studio Bottaro, composto inizialmente da me, <strong><em>Guido Scala</em></strong> e <strong><em>Franco Aloisi</em></strong>. Anni dopo si è unito a noi <strong><em>Carlo Chendi</em></strong>. Il mio sogno era quello di creare un Copyright che identificasse le nostre creazioni.<br />
Quando anche Rebuffi ci ha raggiunti in Riviera, ho pensato di fondare uno studio che fosse anche una realtà amministrativa. La sigla Studio Bierreci appare, per la prima volta, sul contratto firmato a Genova con l&#8217;AGIS il 18/12/68.<br />
Tale contratto era riferito alla nascita della rivista Redipicche, stampata in italiano e in francese nell&#8217;azienda grafica dell&#8217;editore <em>Iro Stringa</em>.</p>
<p><span style="color: #1f78b3;">Come è arrivato a lavorare per la Disney?</span><br />
All&#8217;epoca c&#8217;erano poche prospettive di lavoro nel campo del fumetto comico e al <em>Topolino</em> di Mondadori pagavano discretamente bene. Quando mi sono presentatato a <strong><em>Mario Gentilini</em></strong>, nel 1951, mi fu affidata una sceneggiatura di<strong><em> Guido Martina</em></strong>, che però non portai a termine.</p>
<p><span style="color: #1f78b3;">Lei ha realizzatouna delle più belle storie di Paperino <em>Il Dottor Paperus</em>. Ha scelto lei di dedicarsi ai Paperi piuttosto che ai Topi?</span><br />
Come ho detto, mi era stata affidata una sceneggiatura di Topolino per la quale avevo disegnato solo tre tavole. La prima storia che disegnai era di Paperino e mantenni sempre una preferenza per i paperi come erano visti da Carl Barks, con una specifica preferenza per <em>Paperon de Paperoni</em>. Per ciò che riguarda Topolino personaggio, ho sempre ritenuto ineguagliabile il lavoro di Floyd Gottfredson.</p>
<p><span style="color: #1f78b3;">WHISKY&amp;GOGO è una delle serie comiche dalle premesse più originali del fumetto italiano. Ricorda come nacque l&#8217;idea?</span><br />
I due personaggi, con nomi provvisori, erano da tempo in un cassetto. L&#8217;occasione per trarli dall&#8217;oblio e portarli alla luce si presentò quando un mio collega, al quale avevo affidato una mia sceneggiatura di <em>Pop&amp;Fuzzy</em>, me la riportò dicendo che non se la sentiva di disegnarla. Il quel momento, le Edizioni Alpe mi avevano invitato a studiare una serie western, e io utilizzai la storia rifiutata dal mio collega per iniziare una nuova serie. Proposi varie coppie di nomi, e fra queste fu scelto Whisky&amp;Gogo (i miei nomi preferiti erano Tobia e Giovannone)</p>
<p><span style="color: #1f78b3;">Tra l&#8217;altro aveva già affrontato a modo suo il mito del west con il SERGENTE BALDO. Cosa la spinse a creare questo personaggio?</span><br />
Uno dei miei ambienti preferiti è quello delle foreste canadesi e dei grandi laghi. E&#8217; per questo che è nato il Sergente Baldo.</p>
<p><span style="color: #1f78b3;">Lei ha, in qualche modo, anticipato le tematiche cosidette del &#8220;dopobomba&#8221; quando creò i POSTORICI nel 1950. Come le venne l&#8217;idea di questi personaggi?</span><br />
Come ho detto in precedenza, gli uomini delle caverne erano tra i miei eroi preferiti. Nel caotico Aroldo comparivano due bande di cavernicoli. Procedendo da questa esperienza mi divertii a disegnare una banda di rudi omaccioni della preistoria, a cui diedi il nome di Kolossantropi. Questi ultimi uniti a <em>Pinko</em>, <em>Ponko</em> e <em>Pitagora</em>, mi ispirarono una storia che realizzai per la Sagédition di Parigi, che editava da tempo Pepito. Per una questione di lunghezza, questa storia, restò per circa due anni in attesa di pubblicazione. Alla fine venne pubblicata su <em>Pepito Géant</em>, e a me balenò l&#8217;idea che questi cavernicoli potessero essere dei sopravvissuti alla guerra atomica.Inizialmente l&#8217;idea fu difficile da fare accettare all&#8217; allora boss della casa editrice di Parigi. Ma infine ci riuscii.</p>
<p><span style="color: #1f78b3;">Lei ancora realizza una tavola a settimana di PON PON. Come fa a trovare nuove idee per quel personaggio dopo 50 anni?</span><br />
Da poco ho ripreso Pon Pon (nato nel 1954) e posso dire che, per me, le idee non sono mai state un problema.</p>
<p><span style="color: #1f78b3;">Una delle sue creazioni più apprezzate, IL PAESE DELL&#8217;ALFABETO, è oggi praticamente introvabile. Come presenterebbe la serie al pubblico che non la conosce?</span><br />
Fu l&#8217;allora direttore del Corriere dei Piccoli, il compianto <em>Luciano Visentin</em>, a propormi una serie nella quale agissero le lettere dell&#8217;Alfabeto.<br />
Lui suggeriva di dare a questa serie un&#8217;ambientazione western. Questa soluzione mi pareva graficamente difficile e allora decisi di ispirarmi alla grafica del Redipicche. Era la strada giusta!<br />
Una volta trovata la cornice scenografica, il giochetto delle parole filò via senza problemi.</p>
<p><span style="color: #1f78b3;">Nelle sue storie per la Disney riprese il personaggio di REBO dalla bella serie di fantascienza &#8220;Saturno contro la Terra&#8221;. Come mai?</span><br />
Rebo è la caricatura del protagonista cattivo Saturno contro la Terra, come il Dottor Paperus lo è del Dottor Faust di <em>Albertarelli</em>.<br />
Tutte cose che mi avevano colpito, naturalmente insieme ad altre, nel giornale Topolino del&#8217;anteguerra. Nella scia di queste letture di ragazzo, io presentai un progetto di storia che ricreava l&#8217;atmosfera emanata dalle pagine di quel periodico. La mia idea non fu accettata perchè ritenuta di problematica realizzazione. Ammesso che si sia salvato dai vari saccheggi, forse, questo progetto riposa ancora oggi nel profondo di qualche cassetto.</p>
<p><span style="color: #1f78b3;">Le sue storie sono sempre connotate da una grossa componente surreale. Come mai?</span><br />
Difficile a dirsi. Agli inizi ho cercato di disegnare molte cose di tipo veristico, ma l&#8217;innata propensione al caricaturale e alle deformazioni mi ha sempre impedito di ottenere risultati anche minimamente soddisfacenti. Sono passato quindi, in modo definitivo, al genere comico.</p>
<p><span style="color: #1f78b3;">Tra l&#8217;altro, alcune sue vignette sembrano dei quadri di Picasso.</span><br />
Troppo onore!</p>
<p><span style="color: #1f78b3;">Lei ha sempre prestato molta attenzione ai dialoghi, non solo alla battuta finale, ma anche allo spessore &#8220;letterario&#8221; delle parole, rendendo divertenti tutti i balloon, spesso dando dei nomi buffi ai personaggi. Non crede che questo manchi un po&#8217; agli autori di oggi?</span><br />
I dialoghi sono un elemento molto importante, e ho sempre cercato di caratterizzarli utilizzando elementi dialettali, parlate strane e caricature di lingue straniere. Ciò corrisponde un po&#8217; a quello che avviene nei disegni animati dove le voci azzeccate aggiungono carattere ai personaggi che vengono doppiati</p>
<p><span style="color: #1f78b3;">Ho sentito che è in preparazione una serie a cartoni animati tratta dal suo REDIPICCHE. Ce ne parla?</span><br />
La realizzazione dei disegni animati di Redipicche ha incontrato ogni genere di difficoltà, per cui, al momento, preferisco non parlarne. Vedremo!</p>
<p><span style="color: #1f78b3;">C&#8217;è un personaggio a cui lei è legato maggiormente?</span><br />
Mi sono tutti cari come vecchi amici, specialmente Pon Pon perchè mi assomiglia.</p>
<p><span style="color: #1f78b3;">Lei è stato all&#8217;avanguardia anche con le nuove tecnologie: ha prodotto una sua versione di <a href="https://www.lucianobottaro.it/2018/04/26/pinocchio-protagonista-di-un-cd-rom-interattivo/">PINOCCHIO in CD-ROM</a>. Ha in mente progetti simili?</span><br />
Certamente si: i progetti sono sempre tanti (troppi). Purtroppi per realizzarli c&#8217;è bisogno sempre di fare una corsa a ostacoli.</p>
<p><span style="color: #1f78b3;">E per quanto riguarda i suoi fumetti, cosa ci riserva il futuro?</span><br />
Nell&#8217;Almanacco di Post, uscito recentemente, ho proposto varie novità, oltre al recupero di personaggi del passato. Mi auguro che il futuro mi riservi la possibilità di portare a termine le cose a cui sto lavorando.</p>
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		<title>Leo Ortolani omaggia Bottaro</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Annabella Bottaro]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 04 Nov 2015 17:14:32 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>&#160; Leo Ortolani ha reso un grande omaggio a Luciano Bottaro in occasione della 43° Mostra Internazionale dei Cartoonist di Rapallo che, quest&#8217;anno, ha celebrato i 20 anni del suo personaggio più famoso, Rat-Man. L&#8217;autore toscano, infatti,  per realizzare il manifesto dell&#8217;evento, si è chiaramente...</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.lucianobottaro.it/2015/11/04/leo-ortolani-omaggia-bottaro/">Leo Ortolani omaggia Bottaro</a> proviene da <a href="https://www.lucianobottaro.it">Luciano Bottaro cartoonist</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: justify;">Leo Ortolani ha reso un grande omaggio a Luciano Bottaro in occasione della 43° Mostra Internazionale dei Cartoonist di Rapallo che, quest&#8217;anno, ha celebrato i 20 anni del suo personaggio più famoso, Rat-Man.<br />
L&#8217;autore toscano, infatti,  per realizzare il manifesto dell&#8217;evento, si è chiaramente ispirato ad  un&#8217; immagine di Redipicche tratta dalla storia &#8220;L&#8217;Ippogrifo meccanico&#8221;, pubblicata sul Corriere dei Piccoli nel 1976, dove Redipicche, nella  versione di Ortolani sostituito dal &#8220;collega&#8221; Rat-man, cavalca<span id="more-2692"></span> un animale immaginario, l&#8217;ippogrifo appunto.<br />
Un omaggio particolarmente gradito perchè è stato proprio  Bottaro il promotore, e per molti anni l&#8217;organizzatore insieme ai colleghi Carlo Chendi, Enzo Marciante e Giorgio  Rebuffi, di questa longeva manifestazione, attualmente organizzata dall&#8217;associazione Rapalloonia. Come spiega lui stesso in questo breve stralcio di <a title="Bottaro si racconta" href="https://www.youtube.com/watch?v=zj_UHFkS-tg" target="_blank" rel="noopener">intervista</a>, il suo desiderio era quello di dare riconoscimento al lavoro del cartoonist, allora poco considerato e spesso confuso con altri mestieri, esponendo le tavole originali degli autori, come migliore testimonianza del lavoro che c&#8217;è dietro alla realizzazione di una pagina.</p>
<p>.</p>
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		<title>Animazione di Redipicche</title>
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		<dc:creator><![CDATA[fra]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 14 Mar 2014 09:02:43 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Pubblichiamo una vera e propria chicca che dimostra &#8211; se mai ce ne fosse bisogno &#8211; la poliedricità degli interessi e dell&#8217;arte di Luciano Bottaro. SI tratta dei tre &#8211; rarissimi &#8211; minuti di animazione tratti dalla serie &#8220;Redipicche&#8221;, che negli anni Novanta avrebbero dovuto...</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Pubblichiamo una vera e propria chicca che dimostra &#8211; se mai ce ne fosse bisogno &#8211; la poliedricità degli interessi e dell&#8217;arte di Luciano Bottaro. SI tratta dei tre &#8211; rarissimi &#8211; minuti di animazione tratti dalla serie &#8220;Redipicche&#8221;, che negli anni Novanta avrebbero dovuto precedere un episodio pilota e una serie completa da trasmettere sui network televisivi di mezza Europa.</p>
<p>Con questo provino il Maestro di Rapallo, che si era occupato dello storyboard e degli sfondi, affidando la parte dell&#8217;animazione allo studio Melarance di Genova e all&#8217;amico Enzo Marciante, voleva testare l&#8217;effetto della sua grafica passata in animazione. Purtroppo un incendio distrusse gli studios della cartoon factory, la Octopussy Animation di Angoulême, mettendo definitivamente la parola fine all&#8217;ambizioso progetto.</p>
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		<title>Riproposta una rara storia di Bottaro</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Annabella Bottaro]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 15 Jan 2013 09:18:55 +0000</pubDate>
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										<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_1359" style="width: 310px" class="wp-caption alignleft"><img fetchpriority="high" decoding="async" aria-describedby="caption-attachment-1359" class="size-full wp-image-1359" alt="una vignetta della storia" src="https://www.lucianobottaro.it/wp-content/uploads/2013/01/giornalino.png" width="300" height="225" /><p id="caption-attachment-1359" class="wp-caption-text">una vignetta della storia</p></div>
<p style="text-align: justify;">Non ci si può sbagliare: lo stile e il tratto, unici, sono quelli di Luciano Bottaro.  &#8220;Un cane, un gatto, una piccola storia&#8221;, uscita originariamente sul <strong><em>Giornalino</em></strong> n. 2 del 9 gennaio 1991, viene riproposta dal noto sito di fumetti <a href="http://corrierino-giornalino.blogspot.it/2013/01/un-cane-un-gatto-una-piccola-storia.html" target="_blank" rel="nofollow nofollow">Corrierino-Giornalino.blogspot</a> (che raccoglie l&#8217;antologia di 25 anni di tre pubblicazioni per ragazzi) con un post datato 13 gennaio 2013.<br />
Si tratta della storia terza classificata della prima edizione del concorso <strong><em>Peter Pan &#8211; Scrivi una favola diventerà un fumetto</em></strong>, indetto dal <span id="more-1358"></span>settimanale delle Paoline, vinto da &#8220;Alla scoperta del pianeta Terra&#8221;, tratto da una fiaba di Samuele Rivolta e disegnata da Gianni De Luca.<br />
&#8220;Un cane, un gatto, una piccola storia&#8221; è la trasposizione a fumetti – sceneggiata da Corrado Blasetti in quattro tavole – di un raccontino di Federica Avondo che ha come protagonista il cane Puffi, poco amato dalla padrona, e il gatto di strada Millefiori, detto Milfi. Tra i due animali si svilupperà presto un&#8217;amicizia che costituirà il punto di partenza per un lieto finale.<br />
Il disegno venne affidato al Maestro di Rapallo che lo impreziosirà con richiami e citazioni di alcuni dei suoi  <em>character</em> e serie: un po&#8217; di Redipicche, un pizzico del Castello dei Sogni, un&#8217;oncia di Re Bluff, un tantino di Rebo.</p>
<p style="text-align: justify;">Una storia <em>one shot</em> da non perdere assolutamente!</p>
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		<title>Una &#8220;magnifica&#8221; recensione</title>
		<link>https://www.lucianobottaro.it/2012/03/15/una-magnifica-recensione/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Annabella Bottaro]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 15 Mar 2012 20:28:30 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>&#160; Su Comicus, la nota rivista online sul mondo del fumetto, è apparsa una positiva recensione sul volume dei Magnifici dedicato a Luciano Bottaro (a cura di Luca Boschi). La scheda, di Giovanni La Mantia, si sofferma in particolar modo sia sull&#8217;aspetto artistico della pubblicazione...</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.lucianobottaro.it/2012/03/15/una-magnifica-recensione/">Una &#8220;magnifica&#8221; recensione</a> proviene da <a href="https://www.lucianobottaro.it">Luciano Bottaro cartoonist</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: justify;">Su <b>Comicus</b>, la nota rivista online sul mondo del fumetto, è apparsa una <a href="http://www.comicus.it/index.php?option=com_k2&amp;view=item&amp;id=51739:i-magnifici-bottaro&amp;Itemid=116" target="_blank" rel="noopener">positiva recensione</a> sul volume dei <b>Magnifici</b> dedicato a Luciano Bottaro (a cura di Luca Boschi). La scheda, di Giovanni La Mantia, si sofferma in particolar modo sia sull&#8217;aspetto artistico della pubblicazione («<em>molto valida l&#8217;impostazione grafico-contenutistica </em>[&#8230;]<em> e la sua effettiva realizzazione: stampa e carta utilizzata eccellente, azzeccata la scelta delle storie da proporre per un volume di sicuro valore</em>»), che su quello più prettamente <span id="more-1320"></span>contenutistico («<em>queste storie testimoniano il talento enorme di un autore che merita un&#8217;alta posizione su un ideale podio degli artisti italiani</em> [&#8230;] <em>più efficaci nell&#8217;impegnativo compito della diffusione del fumetto umoristico</em>»). LUCIANO BOTTARO, <a href="http://www.comma22.com/" target="_blank" rel="noopener">COMMA 22</a>, MAGNIFICI DEL FUMETTO ITALIANO numero 1, € 19.00.</p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #1f78b3;"><strong>La Recensione Integrale</strong></span></p>
<p style="text-align: justify;">Non solo per nostalgici. Un&#8217;antologia dei formidabili mondi di <strong>Luciano Bottaro</strong>, artista ligure di grande rilievo nell&#8217;ambito del fumetto popolare per ragazzi. Scomparso nel 2006, è stato tra i più prolifici autori impegnati nell&#8217;editoria per ragazzi in Italia e oltre i confini, trovando in Francia un&#8217;importante sbocco per la sua vastissima produzione.</p>
<p style="text-align: justify;">Dei suoi personaggi più popolari spiccano tra tutti il piccolo corsaro Pepito e il funghetto-morfo Pon Pon, nati in epoche diverse e pubblicati su testate amatissime dai ragazzi del rispettivo tempo. Bottaro fu anche un notevole esponente della scuola Disney italiana per la quale, tra le altre cose, produsse molte divertenti parodie interpretate dai personaggi della popolare casa di produzione editoriale.</p>
<p style="text-align: justify;">In questo volume curato da un eccellente <strong>Luca Boschi</strong> che traccia, con documentatissimi sipari all&#8217;interno del libro, la vita e le opere dell&#8217;autore, sono presenti ventidue storie di lunghezza varia con i character delle serie più importanti realizzate dal fondatore della Scuola di Rapallo; sono esclusi i lavori disneyani, evidentemente per motivi di diritti di riproduzione. Uno dietro l&#8217;altro sfilano quindi Cucciolo e Beppe, Tim, Pepito, Lola e Otello, lo Sceriffo Maiopi, Oscar, Redipicche, i Postorici, Whisky &amp; Gogo, Sgt. Baldo, Pon Pon e Fort Express.</p>
<p style="text-align: justify;">Questa panoramica abbraccia gli anni tra il 1952 e il 2001, cinquant&#8217;anni in cui lo stile di Bottaro si è via via affinato caratterizzandosi sempre più, rendendo il suo tratto riconoscibilissimo all&#8217;appassionato lettore e &#8211; perché no &#8211; al collezionista di cimeli disegnati che ricordano un&#8217;epoca felice per l&#8217;editoria, quella che intercorre tra i prodromi della sua produzione, quella dell&#8217;avvento del seminale Studio Bierreci creato con gli amici di una vita (e artisti di ottimo livello) <strong>Giorgio Rebuffi</strong> e <strong>Carlo Chendi</strong>, gli anni d&#8217;oro del settimanale cattolico <em><strong>Il Giornalino</strong></em> e quelli del mitico e compianto <strong><em>Corriere dei Piccoli</em></strong>.<br />
Seppure, naturalmente, datate queste storie testimoniano il talento enorme di un autore che merita un&#8217;alta posizione su un ideale podio degli artisti italiani  più efficaci nell&#8217;impegnativo compito della diffusione del fumetto umoristico destinato ai ragazzi di tutte le età.</p>
<p style="text-align: justify;">Molto valida l&#8217;impostazione grafico-contenutistica voluta da <strong>Comma 22</strong> per questo saggio a fumetti e la sua effettiva realizzazione: stampa e carta utilizzata eccellente, azzeccata la scelta delle storie da proporre per un volume di sicuro valore, da regalare agli amici e da tenere in libreria con orgoglio.</p>
<p style="text-align: right;">Giovanni La Mantia<br />
domenica 11 marzo 2012<br />
su <a href="http://www.comicus.it/index.php?option=com_k2&amp;view=item&amp;id=51739:i-magnifici-bottaro&amp;Itemid=116" target="_blank" rel="noopener">Comicus</a></p>
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		<title>Redipicche</title>
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		<dc:creator><![CDATA[fra]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 11 Mar 2010 18:27:37 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[I Personaggi]]></category>
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		<category><![CDATA[personaggi Bottaro]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Verso la seconda metà degli Anni Sessanta l&#8217;ispirazione grafica di Bottaro pare marcare un momento di decisa transizione. Il Maestro non abbandona certo i moduli a lui tradizionali, che anzi sono destinati a ricevere un&#8217;ulteriore spinta evolutiva dal nuovo che sta germogliando, ma accanto a...</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Verso la seconda metà degli Anni Sessanta l&#8217;ispirazione grafica di Bottaro pare marcare un momento di decisa transizione. Il Maestro non abbandona certo i moduli a lui tradizionali, che anzi sono destinati a ricevere un&#8217;ulteriore spinta evolutiva dal nuovo che sta germogliando, ma accanto a essi (e quindi ai <em>character</em> portanti: Pepito, Pon Pon, Baldo&#8230;) appaiono con sempre più frequenza e importanza i prodromi di una mutazione stilistica.<span id="more-3299"></span><br />
Il segno tendenzialmente morbido dell&#8217;opera precedente si evolve in direzione di una più spiccata spigolosità. Si avverte, anche se non viene rinnegata la cura del particolare, una nuova ricerca dell&#8217;essenzialità delle ambientazioni. Sebbene diversa da quella tipica dell&#8217;amico fraterno Giorgio Rebuffi, quest&#8217;inedita ansia di innovazione è probabilmente figlia dello stesso habitat culturale, favorito anche dalla contemporanea costituzione del mitico Studio Bierreci. Il primo frutto dell&#8217;elaborazione teorica e grafica dell&#8217;artista ligure è un <em>character</em> che conoscerà negli anni un successo internazionale di pubblico e, cosa ancor più difficile, di critica.</p>
<div style="width: 310px" class="wp-caption alignright"><img decoding="async" src="https://www.lucianobottaro.it/img/img-gif/char/rdp/skiz.gif" alt="schizzi preparatori" width="300" height="235" /><p class="wp-caption-text"><br />schizzi preparatori</p></div>
<p style="text-align: justify;">Il Redipicche (talora Re di Picche) nasce nel 1968, ma la sua gestazione è molto lunga: è infatti dal 1952 che il Maestro ha in mente una serie con le carte da gioco, tanto da proporla all&#8217;allora direttore del <strong><em>Corriere dei Piccoli</em></strong>, Giovanni Mosca. I disegni preparatori, totalmente diversi da quelli definitivi di quindici anni dopo, piacquero, ma non se ne fece nulla a causa della chiamata alle armi. Si arriva così al maggio 1969, quando il nuovo personaggio debutta diventando titolare di una testata bimestrale (per la <b>Agis</b> di Genova, editrice tra l&#8217;altro de <strong><em>Lo Scolaro</em></strong>, il cui direttore è Ivo Stringa), che avrà però vita breve a causa di grossi problemi di distribuzione; analogamente, in Francia, vede la luce <strong>Roi de Pique</strong>, per i tipi della parigina <b>Société Française de Presse Illustrée</b>. Nel 1971 appare Un <strong><em>Mondo di Fumetti</em></strong>, corposo e ormai leggendario volume della <b>Edizioni Cenisio</b>, in cui la serie assume un ruolo fondamentale, e, a partire dall&#8217;anno successivo, inizia la pubblicazione sul <strong><em>Corriere dei Piccoli</em></strong> ( poi <strong><em>Corriere dei Ragazzi</em></strong>): ormai il Redipicche è entrato nell&#8217;immaginario dei lettori, e la diffusione prosegue su scala continentale (si segnala in particolare la Germania, a partire dal 1973 con svariate edizioni), sino all&#8217;importante corollario di un<a title="cortometraggio redipicche" href="https://www.youtube.com/watch?v=6AlQWDIYx3M" target="_blank" rel="noopener"> cortometraggio</a>, messo a punto dallo <b>Studio Le Melarance</b> di Genova e dall&#8217;amico e collega Enzo Marciante, poi abortito a causa del devastante incendio che distrusse, alla fine degli anni Novanta, gli <em>studios</em> della <b>Octopussy Animation</b> di Angoulême, la <em>cartoon factory</em> incaricata della realizzazione. Di quel progetto oggi rimane soltanto un provino di pochi minuti che l&#8217;artista ligure fece realizzare allo scopo di testare l&#8217;effetto della sua grafica passata in animazione.</p>
<div style="width: 260px" class="wp-caption alignleft"><img decoding="async" src="https://www.lucianobottaro.it/img/img-gif/char/rdp/rdp.gif" alt="il Redipicche" width="250" height="200" /><p class="wp-caption-text"><br />il Redipicche</p></div>
<p style="text-align: justify;">Perché il <em>serial</em> gode di una così ampia e meritata popolarità? Le risposte potrebbero essere molteplici, a seconda delle angolazioni con le quali si osservano le vignette dedicate alle carte umanizzate. Affascina, del mondo paramedioevale creato da Bottaro, il precedente culturale che ogni lettore accorto identifica nell&#8217;immediato con Lewis Carrol (pseudonimo di Charles Lutwidge Dodgson) e <strong><em>Alice nel Paese delle Meraviglie</em></strong> (<em><strong>Alice In Wondeland</strong></em>, 1865), ma che, a ben vedere, non è poi così determinante. Piero Zanotto ha argutamente notato nel Redipicche ascendenze più nascoste, in particolare da Antonio Rubino (del quale Luciano Bottaro è estimatore grandissimo) e dal Disney delle <strong><em>Silly Symphonies</em></strong>, e l&#8217;osservazione appare quanto mai pertinente.</p>
<div style="width: 170px" class="wp-caption alignright"><img loading="lazy" decoding="async" src="https://www.lucianobottaro.it/img/img-jpg/riviste/corr.jpg" alt="il Redipicche in copertina del Corriere dei Piccoli" width="160" height="236" /><p class="wp-caption-text"><br />il Redipicche in copertina<br />del Corriere dei Piccoli</p></div>
<p style="text-align: justify;">Aldilà però dei presupposti artistici, che creano certo un quid di piacevole familiarità in una determinata e acculturata categoria di lettori, ciò che più colpisce nel serial è la capacità tutta bottariana di affabulare, rendendo nel contempo possibili diversi piani di lettura. Così può capitare di divertirsi con le surreali avventure create dalla mai soddisfatta volontà guerrafondaia del Redipicche, rissoso e aggressivo tiranno ossessionato da mire espansionistiche (regolarmente respinte) nei confronti del pacioso e amabile Redicuori, spalleggiato da sinistri figuri, come il Barone Catapulta, avido consigliere che lo adula per ottenere favori e gli vende (a caro prezzo) armi e consigli, o come i gemelli Scannabue, temibili sicari; o di seguire con un rilassato sorriso le tribolate vicende familiari del bellicoso monarca, stretto tra una Regina dal carattere piuttosto virile e una Regina Suocera altrettanto (se non più) pestifera, che si fa scudo di una apparente ieraticità per distribuire vigorosi colpi di mattarello. E può capitare anche di andare più a fondo nel testo, per scoprire, sotto il velo dello<em> humour</em>, una parabola del nostro mondo a cavallo tra due millenni: ai Reami delle Carte si potrebbero agevolmente sostituire i giochi politici internazionali, e la situazione di guerra strisciante ricorda da vicino ciò che è, o potrebbe essere, nella realtà.</p>
<p style="text-align: justify;">Concludiamo con poche altre parole sul segno: della sua novità abbiamo detto, e potremmo aggiungere che il Redipicche, autentico eroe negativo, è considerato uno dei fumetti più moderni ed innovativi in circolazione, autentico fiore all&#8217;occhiello della produzione italiana contemporanea. Resta da rilevare il piacevole gioco cromatico cui Bottaro perviene, in cui spesso dominano tonalità rosa e rosse, e che esalta in maniera appropriata la presenza sempre più frequente di animali e macchine surreali totalmente inutili, altra ispirazione cara al Maestro sin dagli esordi e che lo accompagna per tutta la carriera, evolvendosi e raffinandosi in una continua sperimentazione grafica.</p>
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		<title>Le Mattaglie</title>
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		<dc:creator><![CDATA[fra]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 11 Mar 2010 18:07:06 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[disegni]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Le Mattaglie rappresentano uno dei momenti di maggior spicco e maggiormente conosciuti nell&#8217;opera sterminata di Luciano Bottaro. Un nome molto appropriato, quello che il Maestro di Rapallo ha voluto scegliere per questi autentici gioiellini di vis comica e di impegno grafico: le Matte Battaglie possono...</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.lucianobottaro.it/2010/03/11/le-mattaglie/">Le Mattaglie</a> proviene da <a href="https://www.lucianobottaro.it">Luciano Bottaro cartoonist</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Le Mattaglie rappresentano uno dei momenti di maggior spicco e maggiormente conosciuti nell&#8217;opera sterminata di Luciano Bottaro. Un nome molto appropriato, quello che il Maestro di Rapallo ha voluto scegliere per questi autentici gioiellini di <em>vis comica</em> e di impegno grafico: le Matte Battaglie possono a giusta ragione considerarsi un manifesto dell&#8217;arte del disegnatore ligure, e riescono a suscitare in chi le osserva un istintivo buonumore,<span id="more-3254"></span> non dissimile da quello che si può provare con un film di Chaplin.</p>
<p style="text-align: justify;">Il paragone non sembri casuale o irriverente. Pur nella loro giocosità, anche le Mattaglie, come l&#8217;omino coi baffi, inducono a riflettere sulla guerra, sulla futilità di conflitti che, seppure risolti qui sul piano di un humour sottile e allusivo, non perdono nulla della loro essenza vana. Ecco allora che la piccola, incisiva interiezione, corollario necessario e sufficiente ad ogni singola Mattaglia, il motto di incongruo (per il contesto, ovviamente) spirito che sottolinea l&#8217;intero edificio grafico, colpisce l&#8217;osservatore con la stessa forza dei silenzi di Charlot.</p>
<div style="width: 230px" class="wp-caption alignright"><img loading="lazy" decoding="async" src="https://www.lucianobottaro.it/img/img-gif/matta/mattadet.gif" alt="un omaggio a Mort Walker" width="220" height="220" /><p class="wp-caption-text"><br />un omaggio a Mort Walker</p></div>
<p style="text-align: justify;">È un piccolo mondo giocato sul paradosso, quello di queste affollatissime istantanee comico-guerresche: un mondo irreale che ben conoscono, sotto forme diverse, i lettori del Dottor Paperus o del Paperin Furioso. Un universo in cui improbabili armigeri prendono il sole fumando la pipa, leggono tra nugoli di frecce, giocano a carte e persino guardano con aria famelica belle ragazze seminude capitate chissà come nel conflitto: tutto assolutamente bottariano, e non potrebbe essere che così.</p>
<p style="text-align: justify;">Un universo, come acutamente rileva Ferruccio Giromini, in cui «<em>paradisi e inferni</em> (&#8230;) <em>arrivano a mescolarsi in modo inestricabile</em> (&#8230;), <em>dove il disordine appare meravigliosamente ordinato</em>» (AA. VV., <strong><em>I mondi fantastici di Bottaro</em></strong>, Rapallo, 1997). O, come scrive Luca Boschi, dove vengono rappresentati dei «<em>veri e propri grovigli umani</em> (&#8230;) <em>disegnati con una linea chiara encomiabile che ha qualche punto in comune con la comicità di Mort Walker e con gli altri disegnatori della cosiddetta Scuola del Connecticut</em>» (ibidem).</p>
<p style="text-align: justify;">Luciano Bottaro inizia a disegnare le sue medievaleggianti risse nel 1967, quando è in fase di realizzazione la nuova rivista <strong><em>Redipicche</em></strong>, per conto dell&#8217;<strong>Agis</strong>: il progetto prevede infatti alcune pagine di varietà umoristico in bianco e nero. Il rapallese prende carta e matita e disegna due buffi eserciti che se le danno di santa ragione. «Per mettere un poco d&#8217;ordine nel caos, decisi di guarnire la scena con una battuta&#8217;, ricorda il Maestro: &#8216;Chi ha perso un bottone di madreperla alzi una mano!».</p>
<div style="width: 199px" class="wp-caption alignleft"><a href="https://www.lucianobottaro.it/img/img-gif/cover/mattaglie.gif" target="_blank" rel="noopener noreferrer" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" decoding="async" src="https://www.lucianobottaro.it/img/img-gif/cover/mattagliep.gif" alt="la copertina del volume della Darsena" width="189" height="250" /></a><p class="wp-caption-text"><br />la copertina del volume<br />della Darsena</p></div>
<p style="text-align: justify;">La prima Mattaglia (anche se nessuno le chiama ancora così) della serie è finalmente nata. Bottaro non fa mistero di essersi ispirato ad Antonio Rubino, suo faro artistico da sempre, che in una rivista edita al tempo della Grande Guerra, <strong><em>La Tradotta</em></strong>, si sbizzarriva a disegnare umoristici conflitti tra i soldati italiani e quelli austro-ungarici. Il <strong><em>Redipicche</em></strong> pubblicherà, senza titolo, quattro di queste mischie straordinarie, poi ristampate nello mitico <strong><em>Un mondo di fumetti</em></strong> (<strong>Edizioni Cenisio</strong>, Milano, 1971), quindi troveranno spazio sulle pagine del <strong><em>Corriere dei Piccoli</em></strong>. È qui che il direttore Luciano Visintin, con una splendida intuizione, propone a Bottaro di chiamarle Mattaglie.</p>
<div style="width: 190px" class="wp-caption alignright"><img loading="lazy" decoding="async" src="https://www.lucianobottaro.it/img/img-gif/matta/mattadett1.gif" alt="particolare di una celebre mattaglia bottariana" width="180" height="176" /><p class="wp-caption-text"><br />particolare di una celebre<br />mattaglia bottariana</p></div>
<p style="text-align: justify;">A tutt&#8217;oggi il loro numero si aggira sull&#8217;ordine della cinquantina (nel 2003 è uscito un volume di 32 pagine edito dalla <b>Darsena</b> che ne raccoglie qualche decina, comprese alcune fino ad allora inedite), di svariati formati e tutte disegnate a penna e china: anche se talvolta pubblicate a colori, rendono sicuramente al meglio delle loro possibilità col bianco e nero, come lo stesso Maestro preferiva. Tra l&#8217;altro, una Mattaglia originale è conservata nell&#8217;enorme museo che proprio Mort Walker, il grande autore di <strong>Beetle Bailey</strong>, ha organizzato a Boca Raton, in Florida (purtroppo chiuso al pubblico – speriamo temporaneamente – dal 31 luglio 2002). Giusto e doveroso omaggio del padre del più famoso e divertente soldato dei fumetti a un artista che adopera l&#8217;ironia come arma contro le armi e tutti gli eserciti.</p>
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